Apriamo la porta del tempo a tutti gli amanti della storia e dell’attività all’aria aperta! Che si tratti di un trekking urbano o di un percorso in mezzo alla natura, di una pedalata in città o nelle campagne, muoversi con la guida di un Public Historian permette di calarsi nel passato con meno sforzo mentale di quello che si penserebbe. Certo, serve un minimo di sforzo fisico, ma la storia fatta sui luoghi, con tappe su percorsi creati per l’occasione, consente di avvicinarsi in modo divertente e coinvolgente alla storia locale nel pieno spirito della Public History.
Se non ci credi, comincia partecipando ad un nostro facile trekking urbano e ti verrà voglia di farne altri: gli appuntamenti in programma sono qui!

Modena, la fascia pedemontana e collinare del modenese con qualche puntata nell’appennino modenese e bolognese, Valsamoggia: sono i territori che abbiamo battuto di più, ma siamo sempre pronti a misurarci con nuove sfide. Non confonderci con una guida turistica: noi non facciamo la storia dei luoghi, per noi i luoghi sono porte del tempo che aprono a un discorso storico contemporaneo basato su ricerche originali. Lo facciamo sia per la cittadinanza sia per le scuole, ma sempre con modalità coinvolgenti.
Documenti, letture, testimonianze, drammatizzazioni teatrali: ogni nostra proposta contiene una sorpresa!

Scegli qui sotto uno o più progetti realizzati in passato per saperne di più!

 

L’immagine di copertina: una piccola storia per te

“The Bone-shaker”, ovvero “lo scuotitore di ossa”, recita la didascalia della vignetta che vi abbiamo proposto in copertina. L’autore non avrebbe potuto trovare un’espressione più felice. Nella seconda metà dell’Ottocento i primi velocipedi erano mezzi artigianali, quindi costosi, ma anche sperimentali, e dunque pericolosi. Potevano permetterseli soltanto eccentrici benestanti, disposti a rischiare qualche livido (o peggio) per provare esperienze eccitanti. Nessuno pensava di utilizzarli come mezzi di trasporto. Le dimensioni sproporzionate della ruota anteriore rendevano disagevole qualsiasi viaggio. I poveri, poi, non provavano nemmeno a sognarle, quelle ruote. Molto meglio andare a piedi, per risparmiare e non rischiare.
Le cose cambiarono quando nacquero i primi cicli. Ruote di diametro uguale, telaio solido e struttura riproducibile in serie. Mentre il mercato del lusso veniva invaso dalle automobili, le strade cominciavano a riempirsi di uomini comuni pedalanti. Perché, alla fine della giostra, se la bici non costa un occhio della testa, in sella si fa più strada in meno tempo!

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