Le ricorrenze del calendario civile e gli anniversari sono un’occasione non solo per ricordare il passato, ma anche e soprattutto per comprenderlo. Senza l’apporto della storia, riesce però difficile andare oltre i riti delle celebrazioni, che rischiano di diventare fini a sé stessi e vuoti di senso, con la conseguenza di allontanare la comunità man mano che trascorre il tempo.

ll discorso pubblico tende a far coincidere il Giorno del Ricordo con il dramma delle foibe. La ricorrenza è stata istituita nel 2004 per fare memoria di un processo storico più articolato, ovvero per “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”. Le difficili relazioni italo-jugoslave del dopoguerra e le vicende storiche chiamate in causa nel Giorno del Ricordo presentano una notevole complessità.

L’orrore delle uccisioni non può infatti far dimenticare altri processi storici, che per il numero delle persone coinvolte, per la loro durata e per la vastità delle aree interessate, sono assai più consistenti. Si tratta in primo luogo dell’esodo di circa 250.000 italiani dalle aree slave del confine orientale, iniziato nello stesso periodo delle violenze contro le vittime delle foibe e proseguito per un tempo più lungo. In sede storica, tuttavia, non si può prescindere dall’analisi dei “precedenti” geopolitici fra italiani e popolazioni balcaniche. Per comprendere storicamente la difficoltà dei rapporti fra le comunità nelle regioni di confine è fondamentale valutare le tensioni interetniche tra i popoli dell’ex-Impero asburgico, l’impatto della Prima guerra mondiale, l’italianizzazione dei territori istriani e giuliano-dalmati, oltre alle dinamiche del periodo 1941-1945. In una giornata troppo spesso oggetto di recriminazioni, rancori e polemiche politiche, una narrazione storica a carattere scientifico può fare maggiore chiarezza sul rapporto tra i fatti e le interpretazioni, la storia e la memoria.

In occasione del Giorno del Ricordo 2018 e con il patrocinio dell’amministrazione comunale, l’Istituto Gramsci di Sassuolo propone una camminata con narrazione storica, durante la quale lo storico Daniel Degli Esposti racconterà le dinamiche del confine orientale nei loro intrecci con la città e la comunità di Sassuolo.

L’iniziativa, dal titolo Ricordo di un esodo, si terrà nel pomeriggio di sabato 10 febbraio e accompagnerà i partecipanti in un itinerario a tappe per il centro di Sassuolo. La partenza è fissata per le ore 15, con ritrovo sotto il portico di piazza Risorgimento, dove apriranno la camminata i saluti e una rapida introduzione del professor Paolo Fantoni, presidente dell’Istituto Gramsci di Sassuolo. Oggetti della ricostruzione e mete del percorso sono i luoghi della memoria, l’odonomastica di ieri e di oggi e più in generale la città stessa di Sassuolo, prima luogo di partenza di soldati destinati al fronte jugoslavo e poi luogo di approdo di esuli nel dopoguerra.
Nel corso della camminata Cristina Ravazzini e Paolo Fantoni leggeranno documenti storici, brani di interviste e brani letterari. La partecipazione è libera e gratuita.

 

Ricordo di un esodo locandina Giorno del ricordo

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