Quando arriva la primavera, la ciliegia di Vignola rinasce nello spettacolo della fioritura e le “Basse” del Panaro diventano una trappola di bellezza. Ogni volta che le osservo dalla collina di Campiglio, nelle ore più luminose, mi perdo in una valle bianca, che mi rapisce gli occhi e mi immerge nel profumo dei fiori.

Alberi in fiore - ciliegia di Vignola

Ciliegi in fiore sulle colline di Vignola nel 2016.

Quando scendo tra i filari dei ciliegi, li trovo ordinati, accanto agli altri alberi da frutto, negli spazi che ancora oggi si ostinano a rimanere campagna. Sono cresciuto a qualche chilometro dalle loro cime, addomesticate e abbassate dalla selezione dei contadini: dove nasce la ciliegia di Vignola ho corso, pedalato, respirato e osservato gli angoli dolci di una terra amica. Mentre passano le stagioni e cambiano i luoghi della mia vita, gli uomini e i campi continuano a convivere nella centralità dei frutti.

ciliegia di Vignola e Rocca

Rami fioriti davanti alla Rocca di Vignola.

La ciliegia di Vignola, gelosa del suo mondo, si racconta attraverso la luce. Basta camminare per qualche centinaio di metri, in quel fazzoletto di terre e acque tra la città e il fiume, per capire che è stata la mano dell’uomo a plasmare il paesaggio. Mentre i trattori e le macchine rafforzano le possibilità delle braccia, le linee dei campi raccontano in silenzio le fatiche di chi ha scavato e consolidato i canali. Quando uno sguardo appassionato di storia comincia a leggerle, finisce che si ferma per ascoltare il tempo nelle voci delle donne e degli uomini, nei fruscii delle carte e nelle sfumature delle foto. Riscopre storie e spolvera quadri, disegna contesti e ritrova sé stesso nelle pieghe di un passato che è presente, ma ha bisogno di una voce per raccontarsi. A volte bastano buone letture e un progetto vivace per aiutarlo a parlare.

Guerra inFame. La guerra non è mai servita: quando Metella Montanari e l’Istituto storico di Modena mi hanno proposto di raccontare la mia terra su questo portale, mi sono sentito subito a casa. Stavo proprio traslocando in quella nuova, a Sassuolo, quando ho cominciato le ricerche per (ri)scoprire la ciliegia di Vignola nelle foto seppiate degli anni Trenta. Quanto ne avevo sentito parlare, quasi senza accorgermene, mentre scartabellavo gli archivi per raccontare la società sconvolta dalla guerra!

Ogni immagine recuperata al tempo rinforzava il punto interrogativo che mi pungolava nel viaggio tra le carte: come si può ricostruire un’epoca così controversa, piena di cantieri per le infrastrutture e vagoni colmi di “frutta rossa” in camicia nera? Come si può capire e raccontare che il primo decollo della ciliegia di Vignola porta al mercato ortofrutticolo l’orgoglio delle campagne nelle ombre della “nazione guerriera”?

La Public History mi insegna che non tutte le domande trovano una risposta, anzi, ne nascono sempre di nuove… Qualcosa, però, dovevo pur farlo! Non potevo tirarmi indietro sul più bello…

Vuoi sapere com’è finita? Clicca qui per conoscere la mia avventura nel progetto Guerra inFame e qui per leggere Frutta Rossa: vita e lavoro nella valle del Panaro fra il 1935 e la Seconda guerra mondiale.

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