Rosso Graspa, il museo del vino e della società rurale di Castelvetro, è un progetto al quale lavoro dal 2016. Prima ho visto nascere l’idea di raccontare la storia della comunità che ha dato vita al Lambrusco Grasparossa, poi ho contribuito a plasmarla, curando i contenuti del museo. Ho creato tre percorsi narrativi per accompagnare il pubblico alla scoperta di un’epoca vicina nel tempo, ma lontana nel modo di vivere. Le tre “vie” del museo Rosso Graspa sono dunque un viaggio nella quotidianità delle campagne di Castelvetro a cavallo tra le guerre mondiali.

Rosso Graspa: raccontare la storia in un museo del vino e della società rurale

Ricostruire i modi di vivere e di lavorare la terra stata una sfida difficile, poiché la realtà delle campagne è molto più complessa degli stereotipi sui “bei tempi andati”. Per raggiungere quest’obiettivo, ho letto libri di storia e testi sui cambiamenti delle lavorazioni agricole, ho intervistato alcuni protagonisti e diversi loro discendenti. Mi sono quindi trovato di fronte a un patrimonio di memorie personali e oggetti materiali, tutti carichi di significato, eppure “muti”. Per farli parlare, ho cercato un linguaggio che creasse un legame tra le loro storie e il pubblico. Ho quindi condiviso la decisione della curatrice museale Alessandra Anderlini di valorizzare il fondo archivistico del fotografo Giuseppe Simonini, che ha immortalato le campagne di Castelvetro fra gli anni Trenta e Cinquanta. D’altronde, osservando quegli scatti, sembra d’immergersi in un altro tempo e l’immedesimazione negli sguardi dei protagonisti apre la strada alla curiosità.

Rosso Graspa. Museo del vino e della società rurale

Durante un sopralluogo tra gli oggetti della collezione museale… Foto di Fausto Corsini

La complessità delle mie ricerche non poteva tuttavia esaurirsi nelle fotografie del fondo Simonini. Ho dunque creato alcuni “personaggi-guida”, che accompagnano i visitatori alla scoperta della società rurale. Non sono donne e uomini realmente esistiti, ma figure di fiction, costruite sulla base delle numerose informazioni ricavate dalla ricerca storica. Nei loro profili s’intrecciano le vicende di chi ha vissuto e lavorato nelle campagne di Castelvetro tra la Prima e la Seconda guerra mondiale. Se vuoi saperne di più, in questo post ho raccontato altri dettagli sul lavoro di costruzione dei percorsi museali.

Rosso Graspa. Museo del vino e della società rurale

Oggetti della collezione museale. Foto di Fausto Corsini

“Docce sonore” e audioguide

Dopo l’inaugurazione, il museo Rosso Graspa è rimasto in fermento e ha ampliato ulteriormente la sua offerta per far immergere i visitatori nell’atmosfera della società rurale. Abbiamo infatti realizzato alcune “docce sonore”: quando l’utente passa davanti a queste postazioni, si attiva un contenuto audio, che riproduce suoni, rumori e parole delle campagne di Castelvetro. Grazie alla collaborazione con il poeta Marco Bini e con la Compagnia di teatro dialettale di Levizzano “Qui’ dal re’ de Begher”, all’interno del museo risuona anche la “lingua madre” delle colline lungo il Guerro.

Nel 2021 è stata inoltre aggiunta l’audioguida del museo Rosso Graspa, disponibile in italiano e in inglese, con “inserti” in dialetto modenese. Questo strumento favorisce la fruizione individuale dei contenuti, mettendo in evidenza i principali snodi del percorso espositivo, suddiviso nelle “tre vie” della terra, del legno e dell’uva.

Come visitare il Museo?

Vuoi fare subito un assaggio di Rosso Graspa? A questo link, che rimanda al sito del Castello di Levizzano, trovi la sintesi dei tre percorsi, che ho preparato appositamente per farli conoscere a chi va a caccia di storie sul Web.

Potrei raccontarti molto altro su questi tre anni di lavoro, ma forse ti toglierei il gusto della visita. Rosso Graspa. Museo del vino e della società rurale di Castelvetro ti aspetta al Castello di Levizzano Rangone. Qui trovi le date di apertura previste per il 2021.

Daniel Degli Esposti

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