Tra il 2017 e il 2018 ho fatto parte del gruppo di ricerca Grande Guerra Emilia-Romagna. Tra orizzonte regionale e nazionale. Ho avuto il compito di ricostruire le vicende dei profughi prima e dopo la rotta di Caporetto. Sono intervenuto ai convegni nazionali di Bologna e Forlì, proponendo relazioni sui risultati delle ricerche.

Prima guerra mondiale in Emilia-Romagna: la seconda sessione del convegno

Il mio intervento al convegno di Bologna, tenutosi presso la sala dello Stabat mater

Grande Guerra Emilia-Romagna: la svolta del 1917

Nell’autunno del 2018 sono stati pubblicati gli atti del convegno L’anno di svolta e il fronte interno: il 1917 fra dimensione regionale e nazionale. Il volume Grande Guerra e fronte interno: la svolta del 1917 in Emilia-Romagna approfondisce il ruolo delle province emiliano-romagnole nella Grande Guerra, concentrandosi in modo particolare sul 1917.

In quell’anno di svolta l’Emilia-Romagna è il fulcro del “fronte interno”. Dopo la rotta di Caporetto il fronte si avvicina alla Pianura Padana, ma non la raggiunge mai direttamente. Tra il Po e gli Appennini non ci sono trincee, né combattimenti, ma è fortemente attivo un meccanismo di mobilitazione militare e civile. Arrivano inoltre in massa truppe in transito, soldati feriti, militari sbandati, profughi e civili in fuga dalla guerra. Il gruppo di ricerca propone contributi su questioni storiografiche cruciali, come le politiche municipali, le trasformazioni economiche, le tensioni politiche e le proteste sociali.

Nel volume si trova il mio saggio In fuga dalla guerra. Le retrovie e il problema dei profughi. Da questo lavoro emergono le prospettive e i problemi dell’accoglienza nelle province emiliane e romagnole. Dopo aver delineato lo scenario dei primi anni di guerra, ho trattato in maniera approfondita l’emergenza ferroviaria successiva alla rotta di Caporetto. Ho poi cercato di ricostruire i rapporti tra militari, civili e profughi, concentrandomi in particolare sul problema degli alloggi. Ho concluso il lavoro con un accenno ai problemi rimasti aperti dopo l’estate del 1918, preparando così il campo alle ricerche dell’anno successivo.

Fine della Prima guerra mondiale. Profughi friulani in fuga dalla zona delle operazioni militari nel 1917. Foto via Wikimedia Commons

Profughi friulani in fuga dalla zona delle operazioni militari nel 1917. Foto via Wikimedia Commons

Dalla fine della guerra alla nascita del fascismo

Il progetto Grande Guerra Emilia-Romagna prevede inoltre la pubblicazione degli atti del convegno nazionale Dalla fine della guerra alla nascita del fascismo. Un punto di vista regionale sulla crisi del primo dopoguerra (1918-1920), tenutosi a Forlì il 16 e il 17 novembre 2018. In quell’occasione, insieme ad Alessandra Mastrodonato e Domenico Vitale, ho tenuto la relazione I profughi tra società e soggettività: il problema del ritorno.

History telling In fuga dalla Grande Guerra

Il lavoro di ricerca mi ha permesso inoltre di realizzare uno spettacolo teatrale di history-telling: In fuga dalla Grande Guerra. Storie di profughi e cittadini emiliano-romagnoli nel conflitto totale.

Questa ricostruzione storica ripercorre il periodo bellico attraverso le vite di donne e uomini che tra il 1914 e il 1918 si trovarono costretti a fare i conti con il fenomeno della profuganza di guerra. Le storie degli “esuli” s’intrecciano alle vicende di coloro che li accolsero, ma anche alle azioni di chi si batté per cacciarli dalla propria comunità.

Oltre alla mia narrazione storica, ho inserito interventi attoriali per proporre al pubblico le fonti della storia, ovvero le voci e le parole dei protagonisti. La sceneggiatura prevede la proiezione di immagini storiche e riproduzioni di brani musicali contemporanei agli eventi narrati.

La “prima” dello spettacolo è andata in scena sabato 3 novembre 2018 al Teatro del Tempio di Modena. Una serata densa di parole e di emozioni, resa speciale dalle performances degli attori Federico Benuzzi, Lorenzo Costantini e Giovanni Galli. L’ho raccontata in questo post.

Daniel Degli Esposti

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