Nel linguaggio di Google, “bombardamenti Seconda guerra mondiale” è una delle espressioni più cercate per definire un’esperienza bellica. Non credo si tratti di un caso. Fra il 1940 e il 1945 quasi tutte le comunità italiane hanno sentito le sirene degli allarmi, i rumori degli aerei e gli scoppi delle bombe. Da piccolo ho ascoltato tanti racconti su Pippo e le sue scorribande notturne. Ricordi di spaventi e danni, notti in bianco e sospiri di sollievo.

Non sono l’unico ragazzo cresciuto ascoltando storie del genere. La guerra aerea ha segnato l’Emilia, l’Italia, l’Europa e il mondo. È una delle poche esperienze che accomuna i popoli di quasi tutto il pianeta. Da quando l’uomo ha preso il dominio dell’aria, ha trasformato il cielo in un sentiero d’attacco.

Fin dai tempi dell’università ho approfondito gli studi sui bombardamenti nella Seconda guerra mondiale. Dopo la laurea, le vicende di una comunità colpita dagli attacchi aerei sono diventate il mio secondo progetto di ricerca per il Gruppo di documentazione vignolese Mezaluna – Mario Menabue.

Sfogliando i fascicoli degli Archivi storici comunali, mi sono reso conto che non volevo fare un elenco cronologico dei bombardamenti. La ricchezza dei documenti mi permetteva di raccontare la storia delle comunità attraversate dalla guerra. La ricerca ha liberato dalla polvere le vicende e le memorie del quotidiano nelle Terre di Castelli. Ne è derivato un saggio storico imponente, ma vivo. Un ancoraggio per iniziative culturali sulla memoria e dibattiti sulla natura della guerra. Un punto di partenza per camminate e pedalate sui luoghi della storia. Una miniera di documenti e immagini per ritrovare frammenti del Novecento nella valle del Panaro.

La copertina del saggio storico Memorie sepolte, sui bombardamenti seconda guerra mondiale.

La copertina del saggio storico Memorie sepolte.

Memorie sepolte – La quarta di copertina

I bombardamenti aerei plasmano l’esperienza delle comunità emiliane nella Seconda guerra mondiale. Dopo l’8 settembre 1943 le genti della valle del Panaro conoscono l’essenza totale del conflitto. Mentre le comunità costruiscono e alimentano la Resistenza contro l’occupazione tedesca e i crimini della Repubblica sociale italiana, gli anglo-americani affidano agli squadroni aerei il compito di aprire le strade della penisola alle armate terrestri. Gli Alleati si presentano come i “Liberatori” dai nazisti e dai fascisti. Tuttavia risalgono l’Italia con difficoltà e bombardano con frequenza i punti di raccolta delle truppe nemiche, le infrastrutture e i centri produttivi dell’Italia occupata.

Le incursioni aeree non travolgono soltanto gli obiettivi, distruggono le case e le strutture che sorgono nei loro dintorni. Nella provincia di Modena le esplosioni e i crolli uccidono centinaia di persone. I morti estratti dalle macerie non trovano memoria neppure dopo la liberazione. La loro sorte resta sepolta nel clima della guerra fredda, che impone l’oblio sugli “effetti collaterali” della campagna italiana. Neppure lo scenario politico locale permette di riflettere in maniera critica sugli aspetti più controversi della condotta degli Alleati. A settant’anni di distanza dalla primavera del 1945, Memorie sepolte riporta lo studio della guerra aerea in una dimensione storica, distante dalle distorsioni dialettiche del cattivo revisionismo.

 

Daniel Degli Esposti

 

 

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