Nell’anno scolastico 2015-2016 ho portato a termine un progetto di didattica della storia sul colonialismo italiano, intitolato Oltre il mare. Hanno aderito due classi quinte del liceo scientifico Mario Allegretti, sezione dell’Istituto d’istruzione superiore Agostino Paradisi di Vignola. Docenti e studenti sono stati impegnati nelle attività di laboratorio per dieci ore di lezione scolastica.

Temi e obiettivi del percorso didattico

Il percorso didattico ha toccato i principali luoghi del colonialismo italiano: la Libia e il Corno d’Africa. Nel lavoro mi sono proposto di distinguere le varie fasi di questo processo storico. Valutare continuità e differenze tra le dinamiche del passato è fondamentale per affrontare l’analisi del mondo contemporaneo.

Ho orientato la didattica in base ai punti di riferimento fondamentali per la storia del colonialismo italiano.

  • I primi approcci coloniali nel Corno d’Africa, la dialettica con l’Etiopia e la battaglia di Adua (1896).
  • Le mire frustrate sulla Tunisia, la genesi della Triplice Alleanza (1882) e la prima guerra di Libia.
  • Il consolidamento del dominio sulla Libia e la repressione delle resistenze dei senussi.
  • La deportazione come pratica di dominio sui popoli e neutralizzazione delle loro opposizioni.
  • L’attacco all’Etiopia e la fondazione dell’Impero coloniale fascista.
  • La repressione del dissenso e le violenze delle truppe italiane.
  • La politica di segregazione razziale e la genesi dell’ideologia discriminatoria su basi culturali.
  • I protagonisti del colonialismo italiano. Giulio Gavotti e l’aviazione dei primordi, Rodolfo Graziani, Pietro Badoglio.
  • I leader schiacciati dal colonialismo italiano: ʿOmar al-Mukhtār, il negus Hailé Selassié.
  • I teatri africani della Seconda guerra mondiale.
  • Libia, Eritrea, Etiopia e Somalia dopo la fine del colonialismo italiano.

L’analisi delle fonti sul colonialismo italiano

Nella lezione introduttiva ho fornito agli studenti i nessi spaziali, temporali e causali per lo studio del colonialismo italiano. Ho poi costruito lo step successivo sul contatto diretto con le fonti storiche. Ho diviso gli studenti in gruppi, assegnando a ciascuna unità un tema da approfondire. Gli argomenti, concordati insieme ai docenti di storia, sono stati:

  • lo scenario coloniale in Libia;
  • il colonialismo italiano nell’Africa Orientale;
  • questioni di genere nel colonialismo italiano;
  • italiani oltre il mare: dall’emigrazione al trasferimento nelle colonie;
  • la decolonizzazione.

Ho poi assegnato a ciascun gruppo un fascicolo con documenti ufficiali, memorialistica, stampa quotidiana e periodica, organi di propaganda, fotografie militari e/o private, immagini d’epoca, canzoni, film e figure dell’immaginario collettivo. In questo modo ho riprodotto attraverso le fonti lo spaccato di un aspetto del colonialismo italiano.

Proponendo l’analisi delle fonti sul colonialismo italiano, ho fatto entrare gli studenti nel laboratorio dello storico. Un approccio del genere è fondamentale per sollecitare l’adozione di strumenti critici. Abbinato allo studio del manuale e alla lezione di approfondimento, questo lavoro ha avvicinato i gruppi in modo problematico ai temi trattati.

Il confronto tra i gruppi

Nella seconda fase dei lavori ciascun gruppo ha illustrato agli altri la sintesi della propria ricerca. Mettendo insieme tutte le relazioni, abbiamo creato un quadro complessivo delle esperienze coloniali italiane. Non abbiamo avuto pretese di esaustività per manifesti limiti di tempo, spazio e competenze. Abbiamo tuttavia stimolato gli studenti a confrontarsi sui propri lavori.

Per trasmettere agli altri quello che hanno scoperto nella ricerca, i relatori sono stati costretti a elaborare strategie di comunicazione efficaci. Nelle fasi preparatorie ho assistito i gruppi nelle presentazioni Power Point e nella gestione del public speaking. Ciascun membro del gruppo ha inoltre dovuto integrare gli effetti del proprio lavoro con le indicazioni che derivavano dalle attività dei compagni.

Al termine del confronto ho tirato le somme, inserendo quanto emerso in una riflessione più profonda sulla storia del colonialismo italiano. Ho valutato insieme agli studenti le sovrapposizioni e i conflitti fra storia e memoria.

Storia e memoria del colonialismo italiano

Per decenni le politiche di espansione del Regno d’Italia e del regime fascista sono state rubricate come “avventure” estemporanee, brame di “posti al sole” o deliri di onnipotenza. Tali etichette hanno isolato questi fenomeni dal contesto globale in cui dovevano essere inseriti, ostacolandone la comprensione.

Vignette fasciste sul rapporto fra l'Italia e le colonie. Si nota l'affermazione di formule e linguaggi palesemente razzisti.

In una lezione partecipata e aperta alla discussione in aula ho proposto un confronto fra i modelli coloniali inglese, francese e italiano. L’obiettivo consisteva nell’allargare gli orizzonti critici a una dimensione comparativa globale. Una prospettiva mondiale l’unica scala idonea a contestualizzare le dinamiche del colonialismo e dell’espansione dei mercati.

Uno sguardo al presente

Questo passaggio mi ha permesso di fare riferimento alle attuali dinamiche migratorie dalla Libia e dall’Eritrea. Le abilità analitiche acquisite nel lavoro d’indagine favoriscono la lettura critica dei processi storici anche nel presente. Evidenziare le differenze fra le ondate migratorie del XXI secolo è fondamentale per affrontare la complessità del mondo contemporaneo. Tracciare un confronto tra i processi di colonizzazione e il neo-colonialismo è altrettanto importante per orientarsi nell’era della globalizzazione.

 

Daniel Degli Esposti

 

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