Nel 2016 mi è stata affidata la scrittura della drammaturgia di uno spettacolo di danza, che aveva l’obiettivo di rappresentare la storia della lunga lotta per la conquista del diritto di voto da parte delle donne italiane. La richiesta del voto comincia già all’indomani dell’Unità d’Italia e termina solo nel febbraio 1945, quando tale diritto viene infine concesso… o, se preferite, nel 1946, quando il diritto di voto viene per la prima volta esercitato!

Lo spettacolo fa parte di un percorso didattico inserito nel progetto “Leggere per Ballare” della Fnasd, oggetto di un Protocollo d’Intesa con il Miur con il patrocinio del Ministero delle Pari Opportunità. Nel 70° anniversario del primo voto delle donne in Italia, che correva appunto nel 2016, la ideatrice e responsabile del progetto, professoressa Rosanna Pasi, ha scelto infatti di sviluppare il tema della cittadinanza femminile e per farlo si è appoggiata al Centro documentazione donna di Modena. Il Centro a sua volta mi ha proposto di lavorare al progetto, mettendo in gioco le mie competenze di Public Historian. Così è nato lo spettacolo di danza #Cittadine! Alla conquista del voto

La sfida non era da poco. Ogni progetto di Public History parte da una rigorosa ricerca storica. È stato così anche per la drammaturgia di #Cittadine!: ho scandagliato prima la bibliografia sul tema e poi mi sono dedicata alle fonti, i documenti. In questo caso ho allargato la ricerca anche ai testi letterari, perché questo è quello che prevede il progetto “Leggere per… ballare”, nel cui ambito lo spettacolo si inseriva. Ho quindi rispolverato anche la mia laurea in Lettere Moderne e  ho letto molta letteratura prodotta dall’Unità d’Italia in avanti – in particolare quella al femminile, ma non solo – alla ricerca di riferimenti al diritto di voto o a temi collegati. Ho trovato diversi testi interessanti, che mi è sembrato importante far conoscere, dal momento che la gran parte non sono di solito inseriti nei manuali scolastici: diari, autobiografie, romanzi biografici o comunque testi ispirati a esperienze personali, che avevano il vantaggio di risultare, rispetto ai documenti, meno “freddi”.

È stato in ogni caso difficilissimo, in uno spettacolo di danza, comunicare la complessità dei 70 anni che separano le prime rivendicazioni nell’Italia post-unitaria dal 1946. Tuttavia dopo qualche settimana il grosso del lavoro, di ricerca e poi di selezione, era fatto. C’è voluto tempo, perché non è semplice sintetizzare senza banalizzare o rischiare di essere fraintesi, insomma salvaguardare la complessità facendosi capire.

Il Public Historian si pone poi necessariamente anche altre domande: come tutelarsi ad esempio dal rischio, sempre presente, che la storia resti qualcosa di lontano, che non ci riguarda più? Come collegarla alla realtà del pubblico, in modo che assistervi possa essere interessante e coinvolgente?

La scelta è stata quella di raccontare anche, in particolare attraverso i testi letterari, cosa significasse per le donne non avere quel diritto e vivere in un mondo in cui un uomo, per il solo fatto di essere uomo, poteva dire

“la legge è dalla parte mia”

(Alba De Céspedes, Dalla parte di lei).

Inoltre, ragionando che le prime tre rappresentazioni in programma erano previste tutte nella realtà provinciale, abbiamo pensato di inserire un episodio modenese. Abbiamo insomma provato ad avvicinare ciò che era lontano nel tempo sfruttando una vicinanza geografica. Un “trucco” valido anche quando lo spettacolo varca i confini della provincia: basta sostituire quell’episodio con uno vicino alla nuova realtà territoriale che accoglie lo spettacolo.

Va detto in ogni caso che non tutto è affidato allo spettacolo di danza. Per quanto lo sforzo fatto sia stato quello di renderlo autonomamente comprensibile, va ricordato che lo spettacolo si rivolge alle scuole ed è quindi accompagnato da un percorso didattico, che viene fatto in classe (l’ho fatto in diversi istituti del reggiano, ad esempio). Il lavoro in classe parte dai testi per andare a capire cosa succedeva in quel determinato periodo storico.

Un lavoro in team

Un progetto tanto complesso come quello di uno spettacolo di danza richiede tante competenze diverse per essere realizzato e quindi tante “teste”. Nessuno infatti può racchiudere dentro di sé tutte queste competenze! Ad esempio hanno avuto un ruolo fondamentale anche il regista, che si è occupato anche dell’ideazione artistica (Arturo Cannistrà) e un’aiutoregista ed Educational Performer (Eva Calanni), ma anche un musicista, le voci recitanti fuori campo e naturalmente i coreografi, ovvero gli insegnanti delle scuole di danza dei territori dove lo spettacolo viene portato e gli interpreti, ovvero gli allievi delle scuole di danza.

La valenza didattica del progetto, infatti, è duplice: da un lato i ragazzi delle scuole superiori rappresentano il pubblico dello spettacoli, a cui giungono opportunamente preparati; dall’altro sul palcoscenico ci sono i ragazzi delle scuole di danza, loro coetanei, a loro volta opportunamente preparati. La realizzazione degli spettacoli “Leggere per… ballare” viene infatti suddivisa e affidata ai singoli coreografi delle varie scuole di danza, che lavorano ciascuno per uno o più quadri con il loro personale linguaggio tecnico ed espressivo e con gli allievi scelti, tutti danzatori non professionisti e di età non inferiore ai tredici anni. Questi giovani danzatori sono quindi sia destinatari sia interpreti del progetto. Dal punto di vista della Public History un modo di “fare la storia” insieme al pubblico.
L’interpretazione da parte di coetanei fa sì che la partecipazione, l’attenzione e il coinvolgimento dei ragazzi siano particolarmente alti. Per non parlare poi dei famigliari e degli amici dei danzatori che in un momento diverso dalla messa in scena per le scuole hanno la possibilità di assistere allo spettacolo in una rappresentazione serale.

Dietro c’è il grande lavoro di un team multidisciplinare, di tanti professionisti, a cui è stato richiesto di parlarsi e di entrare gli uni nelle logiche degli altri. Solo questa collaborazione ha permesso di vincere la sfida.

Lo spettacolo di danza #Cittadine! Alla conquista del voto ha debuttato in prima nazionale al Teatro comunale Pavarotti nel novembre 2016 e ha visto insieme oltre cento allieve e allievi di scuole di danza modenesi.

L’iniziativa, nel 70° anniversario del primo voto alle donne in Italia, è stata realizzata con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e in stretta sinergia con Comune di Modena, Ater, Fondazione nazionale della Danza/Aterballetto, Comitato comunale per la memoria e le celebrazioni, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, promotore il Centro documentazione donna di Modena. Lo spettacolo è stato proposto nel 2016 e di nuovo nel 2018 a studentesse e studenti delle scuole superiori e medie di Modena, Reggio Emilia e Ravenna e relative province. Nel 2019 ha valicato i confini regionali per essere rappresentato in altre zone d’Italia.

Qui sotto puoi vedere il trailer per la prima del 2016 a Modena:

Ti interessa saperne ancora di più? Su questo blog dopo la “prima” a Modena del 2016 ho scritto alcune riflessioni in ottica Public History in questo primo post sullo spettacolo. Nel 2018, alla vigilia della tournée, ne ho scritto un secondo che puoi leggere qui.

Paola Gemelli

 

Di seguito il calendario delle repliche, che cerco di tenere via via aggiornato per chi fosse interessato:

> 19 novembre 2018 ore 20.45 e 20 novembre ore 9.00 e ore 11.00 al Teatro Masini di Faenza (RA)

> 7 luglio 2018, a Forlimpopoli al Festival della danza

> 13 marzo 2018, ore 20.30 e 14 marzo, ore 10.00 al Teatro Mac Mazzieri di Pavullo (MO)

Spettacolo serale aperto alla cittadinanza, replica del mattino riservata alle scuole.

> 19 aprile 2018, ore 20.30 e 20 aprile, ore 9.00 e 11.00 al Teatro Masini di Faenza (RA)

Spettacolo serale aperto alla cittadinanza, le due matinée riservate alle scuole.

> 9 marzo 2018, ore 21.00 e sabato 10 marzo, ore 9.00 – 11.00 – 21.00, presso il Teatro Cavallerizza di Reggio Emilia

Spettacoli serali aperti alla cittadinanza, repliche del mattino riservate alle scuole.

> 19 febbraio 2018, ore 20.30 e 20 febbraio, ore 10.00, presso l’Auditorium Rita Levi Montalcini, Mirandola (MO)

Spettacolo serale (prove generali) aperto alla cittadinanza, rappresentazione della mattina riservata alle scuole.

> 9 febbraio 2018, presso il Teatro comunale L. Pavarotti di Modena

Rappresentazione riservata alle scuole.

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