Arriva l’estate e continuano gli appuntamenti del progetto Con Armando nel cuore. Le lunghe giornate di giugno ci stimolano a proseguire all’aria aperta il cammino tracciato dalla mostra Mario Ricci “Armando” dal mito alla storia. È dunque arrivato il momento di tirare fuori l’agenda… per programmare una serie di trekking storici sull’Appennino modenese! Esploreremo il Frignano per raccontare la biografia di Armando sui luoghi che lo hanno visto nascere, crescere e diventare “mito”.

Opera d'arte realizzata da Franco Ori in occasione della mostra Mario Ricci "Armando" dal mito alla storia, allestita presso la Galleria dei sotterranei del Palazzo ducale di Pavullo nel Frignano dal 18 aprile al 2 giugno 2019

Opera d’arte realizzata da Franco Ori in occasione della mostra Mario Ricci “Armando” dal mito alla storia, allestita presso la Galleria dei sotterranei del Palazzo ducale di Pavullo nel Frignano dal 18 aprile al 2 giugno 2019

Sabato 15 giugno a Sassoguidano… sui primi passi di Armando

Il Frignano offre tante opportunità per organizzare “camminate resistenti”. Ne sfrutteremo una sabato 15 giugno, quando esploreremo la riserva naturale di Sassoguidano. Un luogo speciale, non soltanto per la sua bellezza naturalistica, ma anche per la biografia di Armando, nato proprio in quell’angolo dell’Appennino modenese.

Il trekking storico I primi passi di Armando: lavoratore, emigrante, antifascista ci porterà a scoprire i primi “capitoli” della vita di Mario Ricci. Camminando nella riserva naturale di Sassoguidano, racconterò le sfide e le difficoltà del lavoro nell’Appennino modenese di inizio Novecento.

Partiremo dal luogo dove Giuseppe Ricci e Marianna Bononcini salutarono la nascita del piccolo Mario. Da lì proseguiremo il cammino attraverso la riserva naturale. Scopriremo insieme perché diversi componenti della famiglia Ricci decisero di emigrare e seguiremo il percorso di crescita del futuro “comandante Armando”.

Questo percorso, adatto a tutti, si sviluppa ad anello. Non ci sono particolari difficoltà, ma sono consigliate scarpe da trekking, poiché alcune parti di sentiero hanno un fondo sterrato. Il ritrovo è previsto per sabato 15 giugno alle ore 9:30 nel parcheggio all’inizio di via Sassomassiccio. Ritorneremo al punto di partenza entro le ore 12.

Al termine del trekking la sezione ANPI di Pavullo nel Frignano organizzerà una grigliata con carni miste, contorno d’insalata, frutta e bevande, alla quale sarà possibile partecipare versando un’offerta libera. Se vuoi fermarti a mangiare con noi, ti chiediamo gentilmente di prenotare: puoi contattare Bruno Candeli (ANPI Pavullo, tel. 0536/20474; cell. 3341647273) oppure inviarci una mail all’indirizzo info@allacciatilestorie.it.

Sassomassiccio. Foto di Fausto Corsini - trekking "I primi passi di Armando"

Sassomassiccio. Foto di Fausto Corsini

Mario Ricci… prima di diventare Armando

Mario Ricci nasce il 20 maggio 1908 a Sassoguidano. È il terzo figlio di Giuseppe e Marianna Bononcini. Il padre commercia il bestiame, mentre la madre ha ereditato il podere dei genitori. I Ricci coltivano terreni poco fertili, senza l’aiuto di macchine agricole. La povertà costringe a lavorare anche i bambini. Mario lascia la scuola dopo un anno e impara a svolgere varie attività: governa il bestiame, raccoglie la legna nei boschi e aiuta gli adulti nella gestione delle carbonaie.

Durante la Prima guerra mondiale, la vita quotidiana diventa sempre più dura. Molte famiglie contadine sono costrette a lasciar partire per il fronte i giovani e gli adulti. I Ricci non hanno questa sfortuna, ma devono portare una parte dei prodotti agli ammassi. Si trasferiscono a Montespecchio e nel 1918 fanno i conti con l’influenza spagnola: si ammalano Mario e altri tre parenti. Quando guariscono, si trovano di fronte alle difficoltà economiche del dopoguerra. Giuseppe vende la terra e diventa mezzadro, mentre Mario completa la terza elementare a 12 anni, grazie all’aiuto del fratello Fulvio.

Il Frignano dopo la Grande Guerra

All’inizio degli anni Venti il Frignano ha 93.797 abitanti, 14.601 dei quali risiedono a Pavullo. Molti sono giovani e tantissimi non sanno leggere, poiché i bambini sono costretti a lavorare fin da piccoli. Chi ha un impiego, se lo tiene ben stretto, poiché oltre un terzo della popolazione attiva è sotto-occupata o senza lavoro. Un pavullese su 20 risulta temporaneamente assente dal luogo di residenza poiché ha cercato fortuna all’estero.

Raffaello Gambogi, Gli emigranti, olio su tela, 1894 - trekking storico "I primi passi di Armando"

Raffaello Gambogi, Gli emigranti, olio su tela, 1894

Anche per la famiglia Ricci cominciano tempi difficili. Giuseppe e Fulvio non coltivano soltanto i campi, ma anche le idee del socialismo: per questo hanno rapporti complicati con i proprietari terrieri. Fulvio emigra in Francia nel gennaio 1922 con la moglie e i due figli piccoli. La sorella Paolina li raggiunge nel 1927, insieme al padre Giovanni.

Mario resta a Pavullo con la madre e i fratelli minori, Amelia e Armando, dal quale deriverà poi il nome di battaglia da partigiano. Nel 1929 non raggiunge il peso minimo alla visita militare e viene dichiarato “rivedibile”. Il 6 settembre la sua compagna Maria dà alla luce Eolo. Il bambino cresce insieme alla madre, poiché l’anno successivo Mario è dichiarato abile e arruolato nel 71° Reggimento di Fanteria.

Quando ritorna a Pavullo, è un padre di 23 anni, senza lavoro né prospettive. Decide dunque di emigrare in Francia, anche se il regime fascista ostacola le partenze per l’estero. Raggiunge il suo scopo grazie a una carta di lavoro per la Corsica e nell’ottobre 1931 s’imbarca insieme all’amico Chiodi. Maria ed Eolo lo attendono a Pavullo: forse non immaginano che, per le circostanze della storia e le scelte di vita, Mario starà lontano per quasi 14 anni.

Ricordi indimenticabili: il trekking storico Resistere a Benedello

Domenica 9 giugno, nel trekking storico-narrativo Resistere. Dalla battaglia di Benedello alla festa d’aprile, abbiamo scoperto il borgo di Chiagnano: proprio lì, all’inizio del novembre 1944, si trovavano tre formazioni partigiane, prese di mira dai nazisti nel rastrellamento. Abbiamo ammirato il paesaggio del Frignano con occhi diversi e attenti a leggere il tempo nello spazio. Perché spesso, purtroppo, la guerra ruggisce proprio nei luoghi più belli.

Percorrendo un sentiero nel bosco, abbiamo poi raggiunto una località poco nota, la Fratta, immersa nel verde e nel silenzio. In questo posto così isolato, eppure così vicini, ho raccontato i legami tra la storia della Resistenza e la vita quotidiana delle famiglie contadine. Sono partito dalla vicenda della famiglia Gianelli, che all’alba del 5 novembre cercò la salvezza proprio nella grotta della Fratta, ma finì nelle mani dei nazisti e scampò alla deportazione per un favore della sorte. Alcuni discendenti dei Gianelli ci hanno accompagnato nel cammino, portando preziose testimonianze familiari. Era con noi anche Lorenzo Simonini, 92 anni, che quando ne aveva 17 “diede una mano” ai partigiani e scoprì sulla sua pelle i dolori della vita clandestina.

La tappa narrativa nella località Fratta. Foto di Paola Gemelli - trekking "I primi passi di Armando"

La tappa narrativa nella località Fratta. Foto di Paola Gemelli

Vuoi approfondire ulteriormente la battaglia di Benedello? In questo post puoi trovare maggiori informazioni!

Ti aspetto ai prossimi appuntamenti!

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