Mario Ricci “Armando” vive da protagonista il passaggio dalla Resistenza alla Repubblica. Nell’autunno 1943, quando diventa partigiano, ha già 35 anni e tante esperienze difficili alle spalle. In questo post puoi trovare alcune informazioni sugli anni formativi di questo protagonista del Novecento modenese. Proprio a lui è dedicata la mostra Mario Ricci “Armando” dal mito alla storia. Allestita presso la Galleria dei sotterranei del Palazzo ducale di Pavullo, è visitabile fino al 2 giugno 2019.

dalla Resistenza alla RepubblicaLa mostra è inserita nel progetto Con Armando nel cuore, realizzato dal Comitato provinciale ANPI di Modena e dalla sezione di Pavullo nel Frignano. Per valorizzarla, sono previsti diversi eventi collaterali. Proprio in quest’ambito, lunedì 20 maggio, alle ore 17:30, presso la Galleria dei sotterranei del Palazzo ducale di Pavullo, andrà in scena la narrazione-spettacolo Armando. Dalle armi alle parole. Il mio racconto storico prenderà le mosse dall’esperienza partigiana di Armando per poi proiettarsi nel secondo dopoguerra, arrivando fino all’inizio degli anni Settanta. I lettori e i musicisti di CamerArmando (ensemble degli studenti dell’I.I.S. Cavazzi-Sorbelli) arricchiranno la narrazione con diversi interventi per dare voce e note alla storia.

Armando. Dalle armi alle parole preparerà dunque il campo agli eventi legati al trentesimo anniversario della scomparsa di Mario Ricci, che ricorrerà il prossimo 18 agosto. La partecipazione alla narrazione-spettacolo è libera e gratuita. Sarà inoltre possibile visitare la mostra Mario Ricci “Armando” dal mito alla storia.

Dalla Resistenza alla Repubblica… seguendo “Armando”

Nella notte tra l’8 e il 9 settembre 1943 Mario Ricci si salva in maniera rocambolesca dal blitz dei nazisti nelle scuole di Maranello. Nei giorni successivi raggiunge il Frignano e, quando Mussolini costituisce la Repubblica sociale italiana, resta nascosto. Nei pericoli della clandestinità Mario cerca di organizzare un movimento di resistenza contro il ritorno del fascismo l’occupazione nazista. Per non farsi scovare, cambia nome e diventa “Armando”.

Nella primavera 1944 viene nominato comandante partigiano della Divisione Modena Montagna. Poco dopo la metà di giugno è a capo della zona libera di Montefiorino. Tuttavia, alla fine di luglio, i nazisti attaccano il territorio controllato dai partigiani e li costringono alla ritirata. Armando prosegue la Resistenza nella valle del Panaro e, all’inizio dell’autunno, oltrepassa la Linea Gotica.

La scorta di Armando nella zona libera di Montefiorino. Al centro Enrica Galli, prima "sposa garibaldina". In primo piano “il Milanese” autista di Armando; a destra Osvaldo Clò “il Bolognese”. Dietro Gelsomino Montecchi “Mino”; sullo sfondo Carlo Ernelli “Carlino”; ultimo a destra Bruno (luglio 1944). Foto della famiglia Montecchi - dalla Resistenza alla Repubblica

La scorta di Armando nella zona libera di Montefiorino. Al centro Enrica Galli, prima “sposa garibaldina”. In primo piano “il Milanese” autista di Armando; a destra Osvaldo Clò “il Bolognese”. Dietro Gelsomino Montecchi “Mino”; sullo sfondo Carlo Ernelli “Carlino”; ultimo a destra Bruno (luglio 1944). Foto della famiglia Montecchi

Nel secondo inverno dell’occupazione nazista molti partigiani modenesi sono costretti ad attraversare il fronte. L’Emilia, occupata dai nazisti, non riesce a mantenere così tanti giovani, costretti a vivere in clandestinità. Nasce così la Divisione Modena Armando, che combatte al fianco degli Alleati. Quando arriva il momento dell’insurrezione generale, i partigiani di Mario Ricci s’impegnano a sfondare le difese tedesche intorno al monte Cimone. Grazie alle formazioni della città e della pianura, Modena si libera prima del loro arrivo. La Resistenza di Armando finisce a Maranello, proprio là dov’era cominciato il periodo della sua clandestinità.

Dalle armi alle parole

Nel secondo dopoguerra Mario Ricci abbandona la lotta armata e si dedica alla politica. Dopo un conflitto così duro e complesso non è semplice placare la rabbia e i desideri di vendetta. Tuttavia, come molti comandanti partigiani, Armando cerca di tenere la situazione sotto controllo. Nel Frignano è un punto di riferimento per i combattenti e per i civili. Anche per questo, dopo le elezioni amministrative del 1946, viene scelto come sindaco di Pavullo.

Cartolina del 2005 in memoria di Mario Ricci, qui ritratto mentre indossa la fascia da sindaco e porta sulla giacca la medaglia d'oro al valor militare. Proprietà della sezione ANPI di Pavullo nel Frignano - dalla Resistenza alla Repubblica

Cartolina del 2005 in memoria di Mario Ricci, qui ritratto mentre indossa la fascia da sindaco e porta sulla giacca la medaglia d’oro al valor militare. Proprietà della sezione ANPI di Pavullo nel Frignano

Il passaggio dalla Resistenza alla Repubblica comporta una ricostruzione materiale e istituzionale. Bisogna rifare le case e immaginare le leggi, ma soprattutto evitare di ripetere le scelte che hanno aperto la strada ai fascismi e alle guerre. Armando s’impegna a organizzare nel miglior modo possibile i lavori pubblici, affinché il Frignano si riprenda e i disoccupati possano trovare un reddito. Alle elezioni politiche del 1948, nonostante la sconfitta del Fronte democratico popolare social-comunista, viene comunque eletto deputato.

La mostra e il catalogo

Se vuoi saperne di più, puoi visitare la mostra Mario Ricci “Armando” dal mito alla storia. Inaugurata il 18 aprile 2019, rimarrà aperta fino al 2 giugno presso la Galleria dei sotterranei del Palazzo ducale di Pavullo nel Frignano negli orari:

  • sabato, domenica e festivi dalle 16 alle 19;
  • giovedì dalle 15 alle 18;
  • lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato dalle 9 alle 12.30;
  • martedì chiuso.

In mostra e presso la sezione ANPI di Pavullo è disponibile anche il catalogo, pubblicato da Almayer editore.

 

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