La storia della Resistenza nel Frignano non è soltanto un insieme di fatti militari. Dall’autunno 1943 alla primavera 1945 sull’Appennino modenese fa infatti irruzione una guerra totale. Le forze della Germania nazista e della Repubblica sociale italiana impongono subito il proprio potere. Tuttavia non è semplice controllare il territorio e mantenere l’ordine pubblico.

Sulle montagne arrivano soldati sbandati, giovani che non vogliono combattere per sostenere i fascismi e civili in fuga dalle città bombardate. La loro disperazione alimenta il desiderio di farla finita con la guerra. Alcuni si nascondono, altri decidono di battersi per accelerare il corso degli eventi. Tra la fame e l’incertezza della clandestinità nasce la Resistenza: un percorso tortuoso, lungo venti mesi e carico di problemi, eppure fondamentale per la storia dell’Italia contemporanea.

Scoprire la Resistenza nel Frignano camminando…

Lunedì 22 aprile 2019 dedicherò la “gita fuori porta” della Pasquetta alla camminata con narrazione storica Da ribelli a partigiani. I primi passi della Resistenza nel Frignano. In un percorso a tappe tra il castello di Montecuccolo e la Pieve di Renno, racconterò gli inizi della lotta di Liberazione a Pavullo e nell’Appennino modenese. La partecipazione sarà libera e gratuita.

Resistenza nel Frignano: Un dettaglio del castello di Montecuccolo. Foto di Mgmar79 via Wikimedia commons

Un dettaglio del castello di Montecuccolo. Foto di Mgmar79 via Wikimedia commons (CC BY-SA 4.0)

Ci ritroveremo alle ore 9:30 nel parcheggio del castello di Montecuccolo (873 metri sul livello del mare). L’itinerario sarà ad anello e partirà con la discesa verso la Pieve di Renno (647 metri sul livello del mare), intervallata da racconti storici. La risalita verso il punto di partenza, anch’essa contraddistinta da soste narrative, sarà completata entro mezzogiorno. Il percorso seguirà un sentiero tracciato e in minima parte sterrato.

La camminata Da ribelli a partigiani. I primi passi della Resistenza nel Frignano è inserita nel progetto Con Armando nel cuore, realizzato dal Comitato provinciale ANPI di Modena insieme alla sezione di Pavullo. Sarà il primo di quattro percorsi sulla storia della lotta partigiana, collegati alle vicende di Mario Ricci “Armando”, raccontate in una mostra allestita presso il Palazzo Ducale di Pavullo (ne ho parlato in questo post).

Per ricevere aggiornamenti su tutte le iniziative del progetto e altre ancora, mie e di Paola Gemelli, è possibile iscriversi alla nostra Newsletter settimanale, in questa pagina. Per calarci meglio nell’atmosfera della camminata Da ribelli a partigiani, ecco invece una piccola anticipazione sulla storia della Resistenza nel Frignano!

Resistenza nel Frignano. Una torre del castello di Montecuccolo. Foto di Giorgia Violini via Wikimedia commons (CC BY-SA 3.0)

Una torre del castello di Montecuccolo. Foto di Giorgia Violini via Wikimedia commons (CC BY-SA 3.0)

1943: un autunno di paure, dubbi e difficoltà

All’inizio dell’autunno 1943 Armando cerca di organizzare la Resistenza nel Frignano. È un dirigente del Comitato federale comunista modenese e vuole convincere i renitenti alla leva a battersi contro le forze occupanti. Diventare “ribelli”, però, è molto pericoloso, poiché i nazisti e i fascisti perlustrano il territorio alla ricerca di chi si oppone al loro potere. All’inizio non sono molti quelli che scelgono di passare alla completa clandestinità, diventando partigiani.

Non è neppure semplice coordinarsi con i ragazzi che si nascondono sul monte Santa Giulia. Tuttavia il 7 gennaio 1944 i partigiani di Giovanni Rossi e Giuseppe Barbolini si mettono d’accordo con Armando e attaccano il presidio della Guardia nazionale repubblicana di Pavullo. Il colpo è un successo, poiché tra le file dei fascisti ci sono alcuni collaboratori della Resistenza, che fanno il “doppio gioco”. I partigiani disarmano i militi di stanza a Pavullo, mettendo in allarme le autorità della montagna.

All’inizio di febbraio passano ufficialmente all’azione anche gli uomini di Armando. La formazione punisce le spie, protegge le famiglie dei partigiani e accoglie i renitenti alla leva. Alla fine del mese il comandante può già contare su 120 volontari.

I giovani di Renno e l’inizio della Resistenza nel Frignano

Intanto la Repubblica sociale italiana vuole formare un esercito fascista per combattere al fianco dei nazisti. I ragazzi nati nel 1923, 1924 e 1925 vengono richiamati alle armi insieme ai riservisti di altre classi di leva. Tuttavia non sono in molti a presentarsi nelle caserme. Per cercare di sbloccare lo stallo, il 18 febbraio Mussolini condanna a morte i renitenti alla leva, lasciando aperta l’opportunità di arruolarsi senza punizioni fino all’8 marzo.

Alla fine dell’inverno Armando e i comandanti partigiani lavorano per convincere i giovani a non presentarsi nelle caserme. Tuttavia i fascisti rispondono minacciando di colpire le famiglie. Anche per questo, all’indomani dell’8 marzo, 9 giovani originari di Renno scelgono di arruolarsi nell’esercito della Repubblica sociale. Sanno che il bando è scaduto da poco, ma il loro parroco e il reggente del fascio di Pavullo li hanno rassicurati. Sono convinti che non gli capiterà nulla. Quando li vedono arrivare, le autorità militari li arrestano e li fanno rinchiudere in carcere.

Il 23 marzo Armando e i suoi partigiani uccidono cinque fascisti in un attacco a Sassoguidano. La Repubblica sociale italiana vuole vendicarsi e porta a termine i propri piani sette giorni dopo: il 30 marzo un Tribunale di guerra condanna alla fucilazione i 9 giovani di Renno e un altro partigiano, anch’esso detenuto con l’accusa di aver partecipato alla Resistenza. Il plotone di esecuzione li uccide uno alla volta sugli spalti del Forte Urbano di Castelfranco Emilia.

Da quel giorno le presentazioni dei renitenti alla leva nelle caserme calano drasticamente. Con il miglioramento della stagione, diversi giovani decidono di darsi alla macchia, diventando partigiani. Molti di loro, però, non sanno combattere. Come possono imparare i segreti della guerriglia senza compromettere la sicurezza delle formazioni? Lo scopriremo insieme nel corso della camminata storica Da ribelli a partigiani. I primi passi della Resistenza nel Frignano… e nei prossimi appuntamenti del progetto Con Armando nel cuore.

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