Come forse sai, nella mia professione mi muovo da sempre tra storia e comunicazione. Quando mi capita di combinare questi due aspetti in una sola iniziativa sono davvero felice. Con mia grande soddisfazione, succede sempre più spesso! Sarà così anche nella serata di giovedì 11 aprile, quando farò un intervento dal titolo “Dalle false notizie alle fake news” nell’ambito di IncontrArci, l’iniziativa di Arci Soliera per il suo quarantennale. Spero quindi che vorrai essere dei nostri, dalle ore 21 presso Habitat, in via Berlinguer 201 a Soliera.

Ma perché parlare delle fake news del passato oggi? A cosa serve?

Dalle false notizie alle fake news: perché serve una prospettiva storica

Ci sono false notizie nate in passato che ancora oggi circolano e hanno credito, ma non è questo il motivo per cui adotterò un approccio storico nel mio intervento. Il fatto è che un po’ di distanza temporale aiuta. Non è sempre vero, ma in genere ciò che è passato ci coinvolge meno emotivamente. Ed ecco allora che, senza il turbamento delle emozioni, è più facile provare ad applicare le proprie capacità logiche e razionali alle false notizie, per smontarle e capire come vengono costruite.

Conoscere il proprio “nemico” mi sembra un buon punto di partenza. In effetti, i meccanismi con cui si costruivano e si diffondevano le false notizie in passato non sono così diversi da quelli di oggi. Qualcosa è cambiato, certo, ma sono davvero convinta che applicarsi allo studio del passato possa aiutare a capire meglio il presente.

Il mestiere dello storico: vero o fake?

E’ questo il motivo per cui, già dallo scorso anno scolastico, io e Daniel Degli Esposti abbiamo cominciato a proporre ad adulti e  studenti laboratori sul mestiere dello storico che ruotano proprio attorno al tema della propaganda e ai suoi meccanismi. Fin dalla prima volta che ho sperimentato questo tipo di attività a scuola, ho riscontrato subito grande interesse da parte dei docenti e degli studenti stessi. Così la scorsa estate ci abbiamo pensato su e abbiamo affinato la nostra proposta per portarla prima di tutto alle scuole secondarie di primo e secondo grado, rispettivamente con due differenti progetti. Della proposta per le scuole medie avevamo parlato in questo post e aggiungo solo che l’attività didattica sulla comunicazione di massa è stata la più richiesta. E con ottimi riscontri! Per quanto riguarda le scuole superiori di secondo grado e gli adulti, invece, il punto di partenza è stato la mostra 1948. Italia al bivio, inaugurata in occasione del Festival Filosofia del 2018. Da lì abbiamo proposto laboratori sul tema “Vero o fake?” o semplici visite guidate tra le insidie della prima vera campagna elettorale del dopoguerra, sfruttando la ricca (e ingannevole) quantità di materiali cartacei prodotti per quelle combattutissime elezioni politiche all’alba della nostra storia repubblicana. Devo dire che tutte queste esperienze sono state positive e ci hanno rafforzato nella convinzione che c’è davvero molto bisogno di lavorare in questo senso. Per gli studenti, come per gli adulti.

Giovedì a Soliera per contrastare la disinformazione

Con molto piacere, quindi, ho accettato l’invito di Arci Soliera e giovedì terrò il mio intervento su questo tema. Niente paura, non metterò alla prova nessuno. Porterò un approccio storico per mostrare alcuni meccanismi che è importante conoscere e proverò ad offrire qualche rimedio per contrastare la disinformazione, ovvero per… prendere la bufala per le corna! False notizie e fake news non sono esattamente sovrapponibili – e ne parleremo – tuttavia una maggiore consapevolezza continua a sembrarmi la soluzione.

Dalle false notizie alle fake news

 

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