Il Giorno del Ricordo è stato istituito con la Legge n. 92 del 30 marzo 2004. Si commemora il 10 febbraio, poiché in quella data ricorre l’anniversario del Trattato di pace di Parigi, che pose fine ai negoziati successivi alla Seconda guerra mondiale. Il testo della legge afferma che tale ricorrenza si propone di “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.

Per il 10 febbraio il calendario civile della Repubblica fissa dunque un obiettivo complesso, interpretato da diversi storici come uno stimolo ad approfondire alcuni nodi del passato italiano. Comprendere il senso degli eventi accaduti lungo il confine orientale è infatti determinante per ricavare strumenti critici da impiegare nel presente.

Per capire, però, non basta fare memoria. Anche perché, lungo il confine orientale, le memorie prendono strade divergenti e spesso conflittuali. Le ostilità e le polemiche complicano l’accertamento dei fatti, confondendo le acque e scaldando gli animi. Per uscire da questa spirale, bisogna munirsi di spirito critico. Solo con il giusto distacco si possono porre delle domande alle “voci del passato”, andando alla ricerca delle “radici” che reggono i problemi più complessi.

Non è un’operazione semplice, dal momento che l’Italia ha spesso faticato a “fare i conti” con le “curve” più tortuose della sua storia. In una giornata troppo spesso oggetto di recriminazioni, rancori e polemiche politiche, una narrazione storica a carattere scientifico può fare maggiore chiarezza sul rapporto tra i fatti e le interpretazioni, la storia e la memoria.

Il 26 ottobre 1954 a Trieste si tengono le celebrazioni per il passaggio della città alla Repubblica italiana. Foto via Wikimedia Commons. Giorno del Ricordo confine orientale

Il 26 ottobre 1954 a Trieste si tengono le celebrazioni per il passaggio della città alla Repubblica italiana. Foto via Wikimedia Commons

Una lezione-spettacolo sul Giorno del Ricordo e sul confine orientale

Come professionista della Public History, sono convinto che l’approccio scientifico della ricostruzione storica offra opportunità di dialogo e confronto sugli eventi del passato. Uno sguardo critico e rigoroso aiuta infatti a rimuovere i “rumori di fondo” delle strumentalizzazioni, portando maggiore chiarezza. Non si tratta di “riunire” memorie radicalmente “divise”, ma di condividere e diffondere conoscenze criticamente fondate.

Con questo obiettivo, per il Giorno del Ricordo, la Delegazione FAI di Modena mi ha affidato una lezione-spettacolo. Nel corso dell’evento, intitolato Dal silenzio al ricordo. La complessa vicenda del confine orientale, ricostruirò le dinamiche storiche legate alle relazioni italo-jugoslave.

Anche se un diffuso stereotipo tende a ridurre le dinamiche del confine orientale al dramma delle foibe, le vicende storiche chiamate in causa nel Giorno del Ricordo sono più complesse. Resta spesso in secondo piano, ad esempio, un processo storico piuttosto consistente sia per il numero delle persone coinvolte, sia per la durata, sia per la vastità delle aree interessate. Si tratta dell’esodo di circa 250.000 italiani dalle aree del confine orientale poste sotto la sovranità jugoslava. La lezione-spettacolo farà emergere le prospettive e i problemi dell’accoglienza degli esuli nella provincia modenese.

In sede storica, inoltre, non è possibile prescindere dall’analisi delle cause scatenanti la violenza e dei “precedenti” fra italiani e slavi. Valutare le azioni di occupazione e controllo bellico che il regime fascista e le truppe naziste hanno dispiegato nella penisola balcanica è fondamentale per comprendere storicamente la difficoltà dei rapporti fra le comunità nelle regioni di confine.

Nella parte conclusiva della narrazione-spettacolo, ripercorrerò le tappe mediante le quali le vittime delle foibe e l’esodo istriano e giuliano-dalmata sono passati dall’oblio al centro del dibattito pubblico.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla celebrazione del "Giorno del Ricordo" nel 2015. Foto della Presidenza della Repubblica Italiana (CC-BY-4.0), via Wikimedia Commons. Giorno del Ricordo confine orientale

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla celebrazione del “Giorno del Ricordo” nel 2015. Foto della Presidenza della Repubblica Italiana (CC-BY-4.0), via Wikimedia Commons

Appuntamento alla palazzina Pucci domenica 10 febbraio

La lezione-spettacolo Dal silenzio al ricordo. La complessa vicenda del confine orientale si terrà domenica 10 febbraio alle ore 20:30 presso la Sala Conferenze della Palazzina Pucci (Largo Mario Alberto Pucci, 40, Modena). La partecipazione è aperta a tutti, previa prenotazione, e si prevede un’offerta libera come contributo di partecipazione. Per prenotare, si può scrivere a modena@delegazionefai.fondoambiente.it. In alternativa è possibile telefonare al 373/7642601, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 14 e dalle ore 14 alle ore 18.

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Giorno del ricordo confine orientale

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