Dopo la bella esperienza del 2018, che abbiamo raccontato in questo post, stiamo per tornare nelle scuole superiori di Sassuolo! Ancora una volta l’occasione è data dal Giorno della Memoria e dalla collaborazione con l’Istituto Gramsci. Quest’anno, però, accanto alla storia e alle immagini, sarà protagonista la musica della tradizione ebraica. La conferenza-spettacolo La menzogna della razza nasce infatti dall’intreccio di racconti e note, strumenti e voci.

Insieme a Daniel Degli Esposti, salirà sul palcoscenico il cantautore, chitarrista e polistrumentista parmigiano Rocco Rosignoli. Profondo conoscitore della cultura ebraica, ha ricevuto il Premio della Critica al 24° Concorso Nazionale per Cantastorie Giovanna Daffini nel 2018. Nel 2017 ha invece conseguito il Premio della Giuria nel medesimo concorso. È stato inoltre vincitore del premio della critica “Musici e poeti” di Radio Città Fujiko nel 2014. Ha al suo attivo 4 album: “Uomini e bestie” (2011); “Testuggini” (2013); “La bella che guarda il mare” (2014); “Scansadiavoli” (2015). Dal 2014 al 2016 ha collaborato con l’Associazione Nonsoloteatro di Felino (PR), per cui ha composto ed eseguito dal vivo le musiche di scena di diversi spettacoli. Dal 2016 collabora con la Compagnia Teatrale Pietribiasi-Tedeschi di Reggio Emilia e con il Teatro del Cerchio di Parma. Ha scritto ed eseguito molte lezioni-concerto, dedicate a grandi cantautori e altre di ambito storico. Tiene un laboratorio di musica ebraica presso il museo Levi di Soragna (PR).

Nel video, Rocco Rosignoli in azione…

La menzogna della razza: una conferenza spettacolo

Se la narrazione dell’anno passato si proponeva di (ri)portare alla luce quattro storie di vita, l’obiettivo del 2019 è forse ancora più ambizioso. Vogliamo raccontare in modo coinvolgente come mai l’Europa degli anni Trenta è sprofondata nella Shoah. Quali dinamiche hanno portato i popoli e i governi del Vecchio continente prima a promulgare leggi razziali e poi alla segregazione dei diversi? Come si è potuti arrivare a concepire Auschwitz e gli universi concentrazionari? Dove affondano le radici di un odio così radicale?

Domande del genere ci stimolano a creare “ponti” tra passato e presente attraverso il dialogo tra una scienza (la storia) e un’arte (la musica). Ci proponiamo di innescare flussi di sentimenti e stimoli per la riflessione, affinché gli studenti colgano insieme a noi l’attualità del Giorno della Memoria. Una data che non vorremmo “sacralizzare”, e quindi porre a distanza, ma comprendere nel profondo del suo messaggio e delle sue contraddizioni.

I nazisti controllano i documenti in un ghetto polacco. Giorno della Memoria a Sassuolo

I nazisti controllano i documenti in un ghetto polacco. Foto via Bundesarchiv, Bild 101I-019-1224-10 / Wirthgen / CC-BY-SA 3.0

Al termine della performance sarà lasciato tempo per il dibattito con gli studenti, che potranno porre domande e avanzare considerazioni dialogando sia con lo storico sia con il musicista. Perché la Public History è uno stimolo al confronto, anche con le domande più scomode e inattese. E cercare di soddisfare le curiosità dei più giovani è uno degli stimoli più belli di questo mestiere.

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