Parlare della Grande Guerra sul Pasubio significa percorrere un sentiero piuttosto battuto. Questo tema è sempre stato particolarmente caro agli storici militari, ma anche agli amanti delle escursioni con recupero di cimeli. Dagli anni Trenta generazioni di studiosi hanno analizzato gli scontri lungo il vecchio confine tra il Regno d’Italia e il Trentino austro-ungarico. Contemporaneamente tantissimi appassionati hanno percorso in lungo e in largo la zona del fronte, cercando i segni e le tracce delle battaglie.

In vista delle celebrazioni per il centenario del primo conflitto mondiale era difficile immaginare che ulteriori ricerche potessero dire qualcosa di nuovo (e di interessante) su una vicenda così tanto esplorata. A volte, però, per ricavare conoscenze e coinvolgere il pubblico, basta cambiare punto di vista… e saper cercare la fortuna. Come è successo a Fausto Corsini, che tre anni fa mi ha coinvolto insieme a Gregorio Pezzato nel progetto di Public History Le casse ritrovatequi puoi trovare una presentazione sintetica dell’esperienza, mentre in questo post ho raccontato nel dettaglio gli sviluppi delle attività.

Grande Guerra sul Pasubio. Soldati in un borgo della Vallarsa. Foto scattata da Vaifro Agnoli nel 1918

Soldati e civili in un borgo della Vallarsa. Foto scattata da Vaifro Agnoli nel 1918

Fotografie e scritture per raccontare la Grande Guerra sul Pasubio

Quando Fausto Corsini ha aperto la vecchia cassa di Vaifro Agnoli, si è ritrovato immerso in un’altra epoca. Il capitano medico del Regio Esercito aveva impresso su oltre 200 lastre fotografiche diversi momenti della Grande Guerra sul Pasubio. Era come se il suo sguardo si fosse cristallizzato su quelle superfici, cui lo scanner e l’elaborazione digitale assicuravano una nuova vita.

Accanto al materiale per scattare le fotografie, Agnoli teneva un piccolo involto di carta e lacci. Era un diario personale, che scriveva in forma epistolare, immaginando di dialogare con la donna amata. Per decenni i fogli e le lastre hanno custodito il suo punto di vista sul conflitto e sul senso della vita. Una prospettiva privata e inedita, eppure importante per comprendere la storia della Grande Guerra sul Pasubio. Le voci dei singoli protagonisti dicono molte cose sui fatti e sulle percezioni del loro tempo, se si riesce a collocarle nel contesto che le ha generate e a paragonarle ad altre narrazioni simili.

La cassa di Vaifro Agnoli è uno spiraglio da cui osservare le dinamiche della “grande storia” senza cadere nelle trappole dei concetti astratti. La viva voce del narratore parla di silenzi e bufere, noia e paura, interminabili disagi e paesaggi mozzafiato. Nel gelo del monte le ore d’inerzia accendevano domande scomode, spesso interrotte da rombi d’artiglieria e chiamate d’urgenza. Fare il medico durante la Grande Guerra sul Pasubio significava attrezzarsi per contrastare le ferite inferte dall’uomo e gli agguati portati dalla natura.

Grande Guerra sul Pasubio. Baraccamenti italiani sul rovescio di Cima Palon, vicino al Soglio dell'Incudine.

Baraccamenti italiani sul rovescio di Cima Palon, vicino al Soglio dell’Incudine. Foto scattata da Vaifro Agnoli nel 1918

La Grande Guerra sul Pasubio negli studi storici di Gregorio Pezzato

Pubblicare il libro Le casse ritrovate. Scritture e immagini della Grande Guerra “dal basso” non è stato soltanto un modo per confrontare le foto e il diario di Vaifro Agnoli con le innumerevoli esperienze di chi ha raccontato il conflitto con la penna e con la macchina fotografica. È stata anche un’occasione per far conoscere le terre della Vallarsa agli appassionati modenesi ed emiliano-romagnoli. Per portare a termine questa missione, il contributo di Gregorio Pezzato si è rivelato indispensabile.

Dopo aver riempito anni di tempo libero con studi ed escursioni, Gregorio ha accumulato una conoscenza enciclopedica della Grande Guerra sul Pasubio. Grazie alla sua esperienza le foto di Agnoli hanno ritrovato un legame col territorio che le ha viste imprimersi sulle lastre. Poi, come spesso accade a chi fa storia, la presenza di queste immagini ha stimolato nuove ricerche…

In vista della pubblicazione Gregorio ha accettato la sfida di raccontare come la Vallarsa visse la Prima guerra mondiale, iniziata sotto la bandiera dell’Impero austro-ungarico e finita sotto quella del Regno d’Italia. L’attenzione non poteva, però, allontanarsi troppo dal monte-simbolo di quella terra. Il racconto della Grande Guerra sul Pasubio mostra un massiccio che cambia completamente volto per le attività degli uomini. Teleferiche e generatori elettrici, cavi e condotte idriche, gallerie e baracche, postazioni di artiglieria e installazione di mine: le attività dei combattenti hanno portato al tempo stesso l’acqua potabile e il fuoco delle battaglie.

Grande Guerra sul Pasubio. Foto scattata da Vaifro Agnoli nel 1918

Ufficiali all’imbocco di una galleria italiana, scavata nella roccia del Pasubio. Foto scattata da Vaifro Agnoli nel 1918

Appuntamento a Cumerlotti per la presentazione de Le casse ritrovate

Se questo “assaggio” ti ha fatto venire voglia di sapere qualcosa in più su Vaifro Agnoli e sul Pasubio, il libro Le casse ritrovate. Scritture e immagini della Grande Guerra “dal basso” fa sicuramente per te. Il volume è acquistabile presso l’associazione FotoArt (c/o Francesco De Marco fotografo, Via Giuseppe Parini, 7A, 41014 Castelvetro di Modena – MO) oppure nella sede del Gruppo Mezaluna-Mario Menabue (via J. Cantelli 3, Vignola – MO).

Dopo la prima presentazione, avvenuta martedì 7 agosto a Castelvetro di Modena, è arrivato il momento di raggiungere il Comune di Vallarsa. L’appuntamento è fissato per giovedì 23 agosto alle 20:30 in località Cumerlotti: la serata di presentazione è a cura del Distretto famiglia della Vallagarina, della Biblioteca comunale di Vallarsa e del Gruppo Alpini Vallarsa.

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