Poco più di un anno fa, mentre presentavo il mio saggio Radici di futuro alla Rocca dei Bentivoglio, ho capito che raccontare la storia di Bazzano in una camminata sarebbe stato molto efficace. Tanti luoghi portano le memorie e i segni del vissuto collettivo. Tra le case e le vie del centro si accavallano storie di lotte e riforme, distruzioni e ricostruzioni. Perché non tentare di riscoprirle con un racconto che segue il ritmo dei propri passi?

In quest’anno scolastico l’idea di raccontare il libro camminando è diventata realtà. Insieme alle sezioni ANPI di Valsamoggia ho accompagnato i ragazzi delle terze medie nei luoghi della storia e della memoria. Il percorso di Bazzano è stato emozionante, perché mi ha permesso di leggere nello spazio urbano i cambiamenti della vita quotidiana.

Camminando e poi fermandoci per le tappe narrative, abbiamo incontrato persone incuriosite da quel tipo di attività. C’è poco da fare, racconti del genere interessano anche agli adulti: le camminate storiche che ho organizzato insieme a Paola Gemelli nei mesi scorsi lo dimostrano.

storia di Bazzano: cartolina della piazza con il monumento ai caduti

Cartolina della piazza di Bazzano negli anni del fascismo. Al centro della piazza domina il Monumento ai caduti senza nome della Grande Guerra. Collezione Claudio Balestri

Una camminata per tutti nella storia di Bazzano

Alcuni mesi fa si è aperta una nuova opportunità per raccontare la storia di Bazzano nel Novecento attraverso una passeggiata per le vie del centro. La Fondazione Rocca dei Bentivoglio mi ha chiesto di condurre una camminata a Bazzano per valorizzare i progetti “Serie imperiale” e “1914-1918 Volti e parole. Piccole storie della Grande Guerra a Valsamoggia“.

Saldare il lavoro svolto per costruire la mostra sulla Prima guerra mondiale al tessuto urbano mi è sembrata fin da subito una bella idea. Radici di futuro mi ha permesso di agganciare le storie ai luoghi in cui sono accadute, ma anche di raccontare la potenza dei simboli. A Bazzano alcuni angoli portano ancora i segni dei tanti cambiamenti occorsi nel Novecento. Camminare insieme ad altre persone, ascoltando le narrazioni di uno storico, aiuta a scoprirli e a capirli, condividendo la passione per la storia.

Non ti ho incuriosito abbastanza? Allora ti meriti una piccola anteprima di ciò che proporrò domenica 20 maggio a partire dalle 16!

Campo dei fiori: un luogo-simbolo del Novecento    

Il quartiere Campo dei Fiori è uno dei luoghi migliori per raccontare i programmi e le azioni del socialismo riformista in provincia di Bologna. Un’area prima periferica e marginale, poi divenuta il centro di un progetto politico basato su “pane e alfabeto”. Da quella voglia di cambiamento comincia un viaggio nella storia di Bazzano, raccontato molto bene da Mauro Maggiorani e Vincenzo Sardone nel libro Resistere, ricominciare.

Lo sviluppo del quartiere comincia subito dopo l’unità d’Italia, quando la Società operaia di mutuo soccorso comincia a costruire il quartiere. Di lì a poco sorgono case e cooperative, per dare ai lavoratori spazi in cui vivere e condividere opportunità di sviluppo. E alla fine arriva la scuola, che dal 1911 mira al riscatto del popolo dall’ignoranza.

A frenare i piani del sindaco Carlo Termanini e del socialismo riformista arriva però la “Grande Storia”. Nell’estate del 1914 l’Europa si getta a capofitto nella Grande Guerra. Anche in Italia cresce il nazionalismo e diversi intellettuali condividono l’idea che un conflitto sia la soluzione ai problemi del mondo. L’intervento del 24 maggio 1915 cambia la storia di Bazzano, innescando una serie di tensioni politiche e sociali. Contrasti talmente profondi da prolungarsi oltre il 1918, accendendo prima il “Biennio rosso” e poi l’ascesa del fascismo. Eventi traumatici, che mutano l’uso degli edifici e lasciano segni sui nomi delle strade, ma non abbattono il Campo dei fiori. Un quartiere sopravvissuto e recentemente recuperato, un luogo di storie e memorie, uno spazio da vivere.

storia di Bazzano

Cartolina della piazza di Bazzano nel secondo dopoguerra, prima dello spostamento del Monumento ai caduti senza nome. Collezione Claudio Balestri, immagine pubblicata sul libro Radici di futuro

Un viaggio tra arte, storia e memoria

Oggi le scuole elementari di Bazzano sono dedicate a Paolo Zanetti, maestro e direttore didattico, morto a Oslavia il 24 gennaio 1916. La sua vicenda umana simboleggia il trauma della Prima guerra mondiale. Proprio da lì partirà il nostro viaggio. L’appuntamento è fissato per domenica 20 maggio alle ore 16 in viale Edmondo De Amicis, davanti all’ingresso delle scuole.

Lungo il percorso scopriremo luoghi bazzanesi che conservano ancora ricordi dei conflitti mondiali, come il rifugio antiaereo Mario Anderlini.

storia di Bazzano

L’interno del rifugio antiaereo di Bazzano, aperto in via speciale in occasione dell’intitolazione al partigiano Mario Anderlini

Alla Casa del Popolo e all’ex-mini Coop faremo una tappa speciale per visitare le opere di “Serie Imperiale“, realizzate dall’artista Flavio Favelli. Un progetto stimolante e fortemente intrecciato alle pagine più difficili del Novecento italiano, che mi darà modo di raccontare l’impatto dei fascismi sull’Europa in guerra.

La passeggiata si concluderà intorno alle 17:45 alla Rocca dei Bentivoglio per una speciale visita alla mostra “1914-1918 Volti e Parole.

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