All’inizio era… un esperimento! Un anno fa questo sito web, così come le prime esperienze congiunte nel campo della Public History, erano per noi solo prove, tentativi, primi passi volti a verificare la possibilità di lavorare insieme.

Persino il sottotitolo del blog era quello: “Esperimenti di Public History”. Pur avendo entrambi anni di esperienze di lavoro alle spalle e un titolo post-laurea, non ce l’eravamo sentiti di osare di più. Neanche se da oltre un anno ci sostenevamo reciprocamente nei vari impegni di ricerca, studio e condivisione della storia con il pubblico. Neanche se da 6 mesi lavoravamo insieme a un progetto di Digital Public History dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

La ricerca e la Public History

Un eccesso di insicurezza o di modestia? Forse – fermo restando che “non si finisce mai di imparare” – la consapevolezza che la Public History è una professione complessa, che richiede molte competenze, consapevolezze, abilità ed esperienze. Richiede forse in fondo anche di sperimentare, di fare ricerca: non solo ricerca storica, ma anche quella che in altri campi viene chiamata “ricerca e sviluppo”. La capacità di creare e ricreare, crescere, innovare, migliorare, adattare, restando immersi nel presente, per parlare alle persone oggi, ma con uno strabismo capace di guardare al passato e al futuro insieme. Per provare ad arrivare davvero lì dove puoi incontrare l’altro. Altrimenti è inutile.

Siamo cresciuti!

Oggi non abbiamo smesso di cercare, ma possiamo dire di avere accumulato nei nostri zaini qualche esperienza che ci fa sentire un po’ più sicuri, un po’ più forti, un po’ più consapevoli e capaci. Siamo cresciuti! E siamo cresciuti con voi, con te che ci leggi. Il nostro pubblico, i nostri committenti, i nostri collaboratori: ecco chi – con la sua domanda di storia – ci ha interrogato, stimolato, sollecitato.

Da queste “provocazioni” abbiamo ricavato l’energia per tentare nuove pratiche di Public History. Già, pratiche: perché questa disciplina prima di tutto “si fa” con e per il pubblico, utilizzando le tecniche e i linguaggi più adatti a portare la storia verso i fruitori.

“2017. Un anno di pratiche di Public History”

Per questo il video che stai per vedere non è il solito bilancio di fine anno. Neanche se per rispondere a una delle domande che ci arriva più spesso (“Ma quante cose fate???”) abbiamo provato a contare tutte le esperienze fatte nell’ultimo anno, senza riuscire a farcele stare dentro tutte per davvero. E ci scusiamo per ogni progetto o logo che non appare e per ogni volto che non si vede, ma in fondo poi sul blog trovate tutto o quasi (o lo troverete, sappiamo di avere qualche arretrato….)

“2017. Un anno di Public History” è un modo per ripercorrere insieme un anno di attività che ci ha lasciato stanchi ma soddisfatti, è un album dei ricordi fatto in casa (come tutti i nostri video 😀 ), è un modo per festeggiare con voi il primo anno di questo blog e augurargli tanta vita ancora. Dura tre minuti e non ha audio, solo musica. Buona visione ma, soprattutto, grazie per questo primo anno insieme!

 

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