Si sente dire spesso che la scuola dovrebbe preparare al lavoro, fornendo le competenze necessarie. Ma quali sono le competenze necessarie? Quelle legate al mestiere che ci impegnerà? La competenza più importante, mi disse una volta una docente, è la capacità di imparare. E quella di vivere consapevolmente e con sguardo critico il proprio tempo? Di capire dove siamo e come ci siamo arrivati, di inserire il tempo presente in un flusso di eventi fatto di scelte, meccanismi, responsabilità?

Queste e altre riflessioni mi hanno accompagnato mentre guardavo fuori dal finestrino di “Gigetto”, il treno che da Sassuolo mi ha portato a Modena in più di una mattina dello scorso mese di ottobre. Destinazione finale la stazione centrale dei treni, dove avevo appuntamento con 8 diverse classi dell’Istituto superiore Cattaneo Deledda per condurle attraverso gli itinerari storici del progetto #cittadine. I segni nelle comunità e sulle città con focus sul tema “donne e lavoro”.

Eh sì, sono in un certo senso ritornata a scuola! Ma solo per portarli fuori, gli studenti. L’idea era quella di promuovere la conoscenza della società modenese dagli inizi del ‘900 fino ai primi anni della Ricostruzione, attraverso i luoghi della città segnati dal lavoro e dalla presenza femminile. Luoghi che potessero testimoniare le tappe più significative dei cambiamenti culturali e sociali che hanno accompagnato donne e uomini nel passaggio dalla Monarchia alla Repubblica.

Itinerari sul tema donne e lavoro a Modena per il progetto #cittadine

Scuola, lavoro, donne e uomini, storia. La storia è quella delle conquiste dei diritti sociali e civili delle donne, fino al riconoscimento giuridico dell’uguaglianza tra donne e uomini, che passò (e passa?) anche attraverso il valore emancipatorio avuto dal lavoro. L’obiettivo finale, però, non è semplicemente quello di far conoscere un pezzo di storia in più, legato al tema “donne e lavoro”, con agganci alla realtà locale. L’intento era invece, come scritto nel progetto, quello di favorire la “riflessione sulla dimensione del cambiamento della mentalità collettiva, sulle trasformazioni relazionali che si operarono nella vita familiare e lavorativa, sulle modificazioni culturali e sul valore della presenza sociale e produttiva delle donne nella formazione delle comunità all’uscita dal conflitto mondiale”.

Ho provato a farlo guidando le classi in una camminata in centro storico che, una tappa dopo l’altra, si è mossa anche nel tempo andando dalla Monarchia alla Repubblica (percorso 1) oppure ripercorrendo i passi delle donne che tra il 1943 e il 1946 lottarono per la libertà e i diritti camminando tutte insieme nei Gruppi di difesa della donna e poi nell’UDI (percorso 2).

donne e lavoro a modena: itinerario didattico

Selfie (più o meno riuscito) con la 4 C dell’Istituto Cattaneo-Deledda

Dalla stazione ferroviaria alla Manifattura tabacchi, dal Palazzo Comunale a via Saragozza, presso l’Istituto Magistrale Sigonio, ho raccontato di rivendicazioni salariali, delle prime elezioni libere e del primo voto alle donne, di alfabetizzazione e mestieri al femminile e al maschile, di ruoli di genere, di spinte verso il nuovo e di resistenze conservatrici, di maternità e di conciliazione dei tempi di lavoro, di partecipazione alla vita pubblica, delle prime elette e di leggi per la tutela delle lavoratrici madri. Parlando di assistenza per l’infanzia e del lavoro della magliaia a domicilio ho cercato l’incontro con gli interessi delle classi, molte provenienti dagli indirizzi “servizi socio-sanitari” e “produzioni tessili-sartoriali”: come nascono e come si evolvono certi mestieri? quali le loro implicazioni a livello sociale?

Ho visto sguardi attenti e interessati e la curiosità dipingersi sui loro volti: “Se la storia si potesse sempre raccontare così…“, mi ha detto qualcuna di loro. Nel pieno dello spirito della Public History, abbiamo provato a raccontarla insieme, la storia: ho affidato direttamente agli studenti la lettura di documenti e testimonianze, per poi provare ad arrivare insieme, attraverso ragionamenti stimolati dalle mie domande, alla loro comprensione e collocazione nella dimensione più ampia della Storia. Così una materia che a volte fa rima con “noia” è riuscita a stimolare domande, commenti, curiosità sul passato più recente… e da lì al proprio presente.

Itinerari sul tema donne e lavoro a Modena per il progetto #cittadine

Foto di gruppo con la 4 P dell’Istituto Cattaneo Deledda

Muovendoci nel centro di Modena e giocando sempre sui due piani: tra luoghi ed edifici del presente che sono testimoni del passato (basta farli parlare), tra la presenza fisica, nel presente, di insegnanti e passanti (eh, sì, qualche signora incontrata per la via ci ha accompagnato incuriosita in qualche tappa) e i ricordi personali che il mio racconto ha risvegliato in loro.

Con le immagini scattate durante le uscite, le classi hanno prodotto una documentazione riassuntiva delle uscite (che non mi stanco di guardare), visibile sul sito dell’Istituto Cattaneo Deledda.

In attesa della primavera, quando nuove classi – di scuole secondarie di primo grado – mi attendono, segnalo che è ancora possibile acquistare i percorsi sul sito di MEMO (tel. 059 2034318). Si trovano negli itinerari scuola città, sottoarea storia e società, codice 327, titolo “Donne a Modena: #segni sulla città” e sono adatti alle scuole secondarie di primo o secondo grado.

Gli itinerari sono inseriti nel progetto #cittadine. I segni nelle comunità e sulle città, portato avanti insieme da Centro documentazione donna e Istituto storico di Modena con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e il patrocinio del Comune di Modena.

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