Ne sono passati 11, eppure ogni anno, a San Martino, il mio pensiero va a quell’11 novembre del 2006. Il primo libro – si dice – non si scorda mai! Come dite??? Era il primo amore? 🙂 Beh, poco importa, ci si innamora anche dei libri, delle storie che racchiudono e del proprio mestiere. O, almeno, per me è così.

Il vino della luna. San Michele, Borgo Venezia, Ancora, Pista: storia e storie tra Secchia, miseria e fantasia (Incontri editrice) costò a me e a Francesco Genitoni circa un anno di lavoro. Non continuativo, si intende, ma passò circa un anno dall’idea iniziale, dalle prime ricerche in archivio e interviste fino al “visto si stampi” finale.

In bicicletta lungo il fiume Secchia

In mezzo ci furono ore e ore di lavoro a decifrare delibere comunali di fine ‘800 scritte a mano; ore in archivio storico; i racconti di una settantina di testimoni da sollecitare, registrare, “sbobinare”; decine e decine di fotografie a cui cercare di dare nomi e date e… qualche geo esplorazione sul Secchia, per andare a vedere coi propri occhi!

La ricerca è uno degli aspetti più affascinanti di questo mestiere e, per quanto faticosa, non mi stanca mai. Fu così anche allora, ma poi venne il momento di chiuderla e di mettere ordine, di chiarirsi le idee e provare a interpretare quanto raccolto, per poi buttare giù quei capitoli.

Tra Secchia, miseria e fantasia… e il titolo?

Così, dopo essere entrata nelle case di tanti sassolesi, con l’intermediazione della infaticabile Patrizia Barbolini, venne il tempo di lasciare le rive del fiume e dedicarsi alla scrittura. Non ricordo quando scegliemmo il titolo, ma ricordo bene come nacque. Il responsabile e coordinatore di tutto il progetto era Francesco Genitoni, che aveva tutta l’esperienza e la capacità di farsene carico e che – non so come – scelse me per dargli una mano. A dire il vero più o meno nello stesso periodo cominciammo a lavorare insieme anche a un altro progetto, Manodopera, e qualcosina avevo già cominciato a fare in altri ambiti. Non avevo molta esperienza, ma la passione e la buona volontà non mi mancavano!

Ma sto divagando, torniamo al titolo! Andò che un giorno, nel suo studio, Francesco Genitoni mi disse che avremmo dovuto cominciare a pensare al titolo e mi chiese se, dopo avere riascoltato tutte le interviste, c’era stato qualcosa che mi aveva colpito di più, qualcosa che poteva riassumere il senso di quelle storie che volevamo raccontare, un denominatore comune. Certo, c’era il fiume Secchia, che era il filo rosso di tutte le nostre storie… ma tornavano con insistenza anche la miseria (“avevamo solo della miseria”, “c’era una miseria che girava attorno alla casa”) e la fantasia, l’ingegno, le trovate per uscirne. Di trovate, più o meno oneste, spesso molto divertenti, ne avevamo sentite raccontare tante… In quella giornata cominciammo a ri-raccontarcele tra di di noi. E fu così che venne fuori anche quella del vin lunèin, il vino ricavato da uve “trovate” di notte e lavorate nella penombra dei “chiari di luna”. Per uso personale, ma anche per venderlo, certo! Il vino della luna divenne il nostro titolo e “miseria e fantasia” finirono nel sottotitolo insieme al fiume Secchia e ai quartieri e alle frazioni sassolesi cresciute lungo le sue sponde: San Michele, Borgo Venezia, Ancora, Pista.

Storia e storie tra Secchia, miseria e fantasia

Devo però a questo punto ricordare come Il vino della luna raccolga anche i contributi di altri autori e in particolare di Maria Antonia Bertoni per il capitolo su San Michele e testi anche in altri capitoli, Ugo Bonazzi e Domenico Corradini sulle acque di Sassuolo, Vincenzo Vandelli per un capitolo sul territorio a partire dalla documentazione cartografica. In più Emilio Rentocchini ci regalò un suo testo L’asciugamano verde, legato a ricordi personali, perché una volta a Sassuolo il fiume Secchia era centrale anche per chi non abitava proprio lungo le sue rive, ma un po’ più in là, come in Rocca.

Il giorno della presentazione, l’11 novembre 2006

Storia e storie tra Secchia, miseria e fantasia

E così arrivammo al giorno della presentazione, l’11 novembre 2006. La scelta del giorno non fu una casualità: Francesco volle proprio il giorno di San Martino, quando tradizionalmente si degusta il vino novello.

Ricordo che era un giorno di sole e che ci fu concesso di utilizzare la sala del Giardino segreto di Palazzo Ducale. Claudio Ughetti accompagnò la presentazione con la sua fisarmonica e ai tanti, tantissimi intervenuti fu offerto un bicchiere di “vino della luna”. Lo imbottigliò per l’occasione la Cantina Pedemontana di Formigine. Era  lambrusco novello, con tanto di etichetta, eh? E bevvi persino io, che non bevo mai! 😀

 

Sul Vino della luna c’è anche una scheda su questo blog, nella sezione che raccoglie le pubblicazioni che hanno coinvolto me o Daniel.

Psss: se ti interessa acquistare Il vino della luna per te o per fare un regalo, lo trovi in vendita presso “La libreria”, in via Indipendenza, 30 a Sassuolo.

 

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