Ogni volta che presento Radici di futuro in uno dei municipi di Valsamoggia, sento che si rinnova una sfida: come raccontare le memorie delle guerre mondiali alle comunità che le hanno prodotte? Una conversazione a più voci è sempre un bel modo per parlare di storia, ma l’esperienza suggerisce di variare sempre i linguaggi e le soluzioni. Il recente successo di Tempo di guerra mi ha convinto a tentare ancora la strada della narrazione-spettacolo. L’occasione di tornare in scena mi arriva dal municipio di Castello di Serravalle, dove venerdì 3 novembre proporrò un altro racconto di Public History: Scrivere la Grande Guerra. Parole e memorie di fronte all’orrore.

Un’esperienza indicibile

Raccontare le memorie della Prima guerra mondiale andando oltre la fisicità dei monumenti è difficile. Molti reduci dai fronti non hanno potuto né voluto trovare le parole per trasmettere il loro vissuto. Anche i civili – donne, anziani e bambini – sono rimasti spesso in silenzio di fronte alla tragedia che è stata l’alba del “Secolo Breve”. In una società largamente analfabeta, oltre che pervasa da controlli e autocensure, chi poteva descrivere efficacemente gli stravolgimenti della vita quotidiana?

Per comprendere l’eredità del conflitto che ha fatto nascere il mondo contemporaneo, c’è bisogno della storia e della Public History. Riflettere sulle tracce del passato è necessario per mettere ordine nel caos delle tensioni europee. Questo sforzo, però, rimane fine a sé stesso se non s’intreccia al vissuto delle persone che affrontano la complessità dell’Oggi. Allargare il bacino delle fonti alla letteratura e ai vari modi di “scrivere la Grande Guerra” aiuta a trovare l’anima della storia e a capirne la profondità. 

Scrivere la Grande Guerra. Donne e uomini al lavoro in un ufficio postale durante la Grande Guerra. Foto Archivio Touring Club Italiano [CC BY-SA 3.0]

Donne e uomini al lavoro in un ufficio postale durante la Grande Guerra. Foto dall’Archivio del Touring Club Italiano [CC BY-SA 3.0]

Scrivere la Grande Guerra: una piccola anticipazione

Nella narrazione-spettacolo Scrivere la Grande Guerra ricostruirò una parte delle esperienze belliche vissute dai soldati e dai civili. Ai miei racconti s’intrecceranno gli interventi dell’attore Riccardo Serafini, che leggerà poesie, testimonianze e diari scritti da chi ha sognato il conflitto e da chi l’ha subito. Parole pesanti e profonde, come quelle citate qui sotto, uscite dalla penna del poeta Corrado Govoni, autore del lungo componimento Guerra!

[…] Tutto il mondo non è più
che un lungo cimitero di trincee.
I pastori veglianti sopra i monti
vedono splender nella notte
immensi fuochi come di bivacchi
di vaste migrazioni primordiali:
sono i villaggi che s’incendiano
le città che ardono.
E tutta la pianura
è cosparsa di morti;
sembran tutti, bocconi,
ascoltare la terra.
Quest’anno il lutto corvo sarà di gran moda.
Si prendono d’assalto
persino i cimiteri
(bisogna diffidare anche dei morti)
trasformati in fortezze.
Son vuotate le tombe,
le bare servon da ripari
le fosse da trincea.
Si fucilano i cadaveri
si spara sopra la putredine. […]

Appuntamento a Castello di Serravalle…

La narrazione-spettacolo Scrivere la Grande Guerra. Parole e memorie di fronte all’orrore andrà in scena venerdì 3 novembre alle ore 20.30 presso il Centro Sociale di Castello di Serravalle.

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