Gli occhi ancora non mi stanno aperti del tutto quando, alle 7 di domenica mattina, guardo fuori dalla finestra. Il cielo mi sembra una trapunta di nuvole grigie: “è nuvolooo!?” Lo dico così, un po’ chiedendolo. Spero che Daniel mi dica di no, che è la luce dell’alba, che ancora non si capisce, che… Invece mi dice che non mi sbaglio. La sfortuna sembra perseguitare l’edizione 2017 di LibriAMOinBici, ma è pur vero che non piove! Controllo il telefono: nessun messaggio, nessuna chiamata. Forse Cristina sta ancora dormendo o forse ha visto anche lei questo cielo, ma è determinata… Decido per la seconda. Ho troppa voglia di pedalare, oggi, e di dare finalmente voce alle storie di solidarietà che io e Daniel abbiamo preparato.

Ore 8: Biblioteca Cionini

Un’ora dopo, quando montiamo in sella, un po’ di sole filtra dalle nuvole, ma la svolta decisiva viene soprattutto dall’atmosfera festosa che ci accoglie a Sassuolo in via Rocca, davanti alla biblioteca Cionini. Ci stavano aspettando: incrociamo sguardi curiosi di scoprire chi siamo e cosa faremo. D’altra parte siamo una delle novità di questa terza edizione e nella locandina non abbiamo, volutamente, spiegato troppo: “gli storici Daniel Degli Esposti e Paola Gemelli racconteranno storie nate in luoghi tappa del percorso e trovate tra le carte custodite nelle biblioteche del Sistema“.

Io poi mi chiedo sempre che idea ci si possa fare quando si legge che saranno presenti degli “storici”: cos’è uno storico, cosa fa, davvero esistono persone che fanno gli storici? Ma cosa sono, professori di storia? E da quando i professori di storia ti inseguono in bicicletta per farti una delle loro noiose lezioni? E poi, diciamoci la verità, tu un professore di storia te lo immagini in là con gli anni, forse con la barba e gli occhiali, sbadato e certamente poco atletico. Se è una professoressa… “Ecco la tua maglietta!”, mi dice Cristina allungandomi la t-shirt dell’iniziativa. Wow, il turchese è uno dei miei colori preferiti! La infilo subito sopra il pile (più tardi, quando toglierò il pile e la rimetterò, me la infilerò al contrario, giusto per non smentire del tutto i luoghi comuni sulla sbadatezza 😀 ).

LibriAMOinBici 2017

Serena Lenzotti e Cristina Ravazzini alla partenza di LibriAMOinBici 2017 in piazzale della Rosa

Cristina Ravazzini, la volontaria Librarsi che è l’ideatrice e l’organizzatrice di questa bella iniziativa, illustra il percorso e poi ci presenta. C’è anche Serena Lenzotti, presidente del Consiglio comunale di Sassuolo, che viene invitata a parlare e che chiarisce l’utilità di avere scelto quest’anno di ibridare LibriAMOinbici con la Public History. Purtroppo non potrà venire con noi (“per motivi che ho… in braccio!”, ci spiega), ma il suo in bocca al lupo ci porta fortuna, perché schiveremo la pioggia per tutto il giorno. Non corriamo troppo, però, siamo ancora alla…

Prima tappa narrativa: Palazzo Ducale

Per questa prima tappa, siamo nel luogo giusto, ma occorre tornare indietro di 74 anni! Allora chiamo in aiuto un effetto speciale e la voce originale di Badoglio, amplificata dalla mia cassa, ci riporta immediatamente a quella sera dell’8 settembre 1943.

Molti, tra la popolazione, pensano che la guerra sia finita, festeggiano persino, ma, qui a Sassuolo, il Generale Ugo Ferrero sa che non è così. Coordina circa 50 uomini e 6 ufficiali, che sono alloggiati proprio nel Palazzo davanti a noi, il Palazzo Ducale, e sa che i soldati italiani corrono il pericolo di cadere nelle mani dai tedeschi, dai quali ora sono considerati dei traditori. Fa piazzare le poche armi pesanti di cui dispone a difesa dell’ingresso del Palazzo e si prepara a resistere. Avrà la peggio e dovrà arrendersi insieme ai suoi.

Il Generale non farà una bella fine, ma non è la sua storia quella che raccontiamo oggi. Oggi parliamo di quei soldati che riuscirono a fuggire e della straordinaria e spontanea solidarietà che li accolse e permise loro di salvarsi.

Per provare a capirne meglio il valore, dobbiamo cercare di calarci ancora un po’ di più in quei giorni. Si veniva da tre anni di guerra: mancava tutto, dal cibo alla legna per scaldarsi. I tedeschi mettono una taglia su ogni soldato sbandato che venga segnalato: 1.800 lire. Per chi invece decida di aiutare la fuga di un soldato, c’è la fucilazione… un’ospitalità che costava cara. Ricapitoliamo: da una parte la promessa del pagamento di una bella taglia, dall’altra il rischio della fucilazione: cosa scegliete?

Sembra impossibile, ma molti scelgono di aiutare i soldati che scappano dalla guerra. Succede così che molti di questi giovani in fuga trovano rifugio e aiuto presso le famiglie che scelgono di ospitarli, fornendo loro assistenza, cibo, nascondigli e abiti civili. Questo primo aiuto spontaneo è offerto in particolare dalle donne e nei mesi diventerà qualcosa di più organizzato, dove alla lotta di Resistenza si aggiungerà lo sforzo emancipatorio vivo ancora oggi. Parlo di Resistenza civile e di Resistenza armata, di donne di Sassuolo e di Formigine. Parlo anche di come non tutto il passato diventa Storia e di come quello che diventa Storia sia figlio di scelte operate dagli studiosi, che possono cambiare nel corso del tempo.

LibriAMOinBici 2017

Marco Smiraglio e Luciana Ravazzini impegnati nelle letture delle testimonianze della solidarietà offerta a rischio della vita all’indomani dell’8 settembre 1943.

Poi la parola passa ai lettori di questa prima tappa, Marco e Luciana. Sono volontari di Librarsi, persone impegnate nel promuovere la lettura e l’uso dei libri, a cui ho affidato qualche testimonianza che aggiunga voci alla mia voce, storie alla Storia.

Passavano tanti soldati che lasciavano lì i loro vestiti e prendevano dei vestiti civili. Come vestiario non c’era molta differenza tra la guerra del ’15/’18 e questi militari qui. I miei cos’hanno fatto: davano i loro vestiti a quelli che scappavano e si mettevano quelli dei soldati. Quando poi  arrivarono i Repubblichini… a fargli credere che era roba del ’15/’18! (Marisa Ferri)

Sono quelle di Oneglia di Maranello, Franca di Fiorano, Maria Nava e Marisa Ferri di Sassuolo. L’emozione è forte, tanto più che tra i presenti ci sono anche i parenti di alcune famiglie. Ascoltando queste storie personali abbiamo già fatto il giro dei Comuni che toccheremo oggi, ma… è ora di partire! In un attimo siamo in sella e, con l’attenta ed efficace guida degli amici della Fiab di Modena, procediamo veloci verso Fiorano.

Ore 9.40: BLA

LibriAMOinBici 2017, la tappa al Bla: biblioteca, ludoteca e archivio storico comunale di Fiorano modenese

La tappa al BLA: biblioteca, ludoteca e archivio storico comunale di Fiorano modenese

Al BLA ci attende Fiorella Parenti, assessore all’Istruzione del comune di Fiorano. Il suo benvenuto è caloroso e siamo felici di sapere che monterà in sella per proseguire con noi fino a Maranello! Prima però ci viene offerta una calda e dolce colazione che non si può proprio rifiutare. Infatti il BLA – Biblioteca, Ludoteca e Archivio storico tutto insieme – ha aperto per noi ed è anche l’occasione, per chi ancora non lo conosce, di scoprirlo un po’. Un’operatrice racconta le tante attività e possibilità offerte da questo luogo, che festeggerà sabato 30 settembre il suo compleanno, e scatena una certa curiosità tra i partecipanti.

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Arrivano anche le prime domande per me e Daniel, ma è ora di ripartire: a Maranello ci aspettano e poi sono tutti curiosi della seconda tappa narrativa che abbiamo promesso.

Seconda tappa narrativa: la via Giardini

La strada, ora, si faceva ingombra di profughi. Sull’Altipiano di Asiago non era rimasta anima viva. La popolazione dei Sette Comuni si riversava sulla pianura, alla rinfusa, trascinando sui carri a buoi e sui muli, vecchi, donne, bambini, e quel poco di masserizie che aveva potuto salvare dalle case affrettatamente abbandonate al nemico. I contadini allontanati dalla loro terra, erano come naufraghi. (…)

Le parole di Emilio Lussu (Un anno sull’altopiano) risuonano nell’angolo silenzioso che accoglie le nostre biciclette lungo la via Giardini e ci catapultano al tempo della Grande Guerra. Ma quando Daniel comincia la sua narrazione, suona straordinariamente attuale: ci racconta di terre “invase” e di italiani “profughi” che rischiano di essere sospettati di “rubare il lavoro” o “mangiare a scrocco“. Non sarebbe meglio mandarli tutti “a casa loro“?  E’ difficile quando, tra italiani, non si parla nemmeno la stessa lingua, eppure, ancora una volta, c’è chi sceglie la solidarietà.

LibriAMOinBici 2017

Anche se sapevo cosa Daniel avrebbe detto e che cosa Marco Smiraglio, Luciana Ravazzini e Laura Roversi avrebbero letto, rimonto in sella un po’ più pesante. Chissà se anche agli altri ha fatto lo stesso effetto. La storia ci parla del nostro presente, come non esserne colpiti?

LibriAMOinBici 2017

Ore 11: Mabic

Il Mabic, la biblioteca di Maranello, è un gioiellino di architettura contemporanea e scopro che non tutti lo conoscono. D’altra parte anche il Mabic, come il BLA, è piuttosto giovane e… pieno di sorprese! Qualcuno scende al piano interrato, dove è allestita la mostra “Questa mia terra”, altri approfittano delle bibite che ci vengono gentilmente offerte. E pensare che qualcuno temeva che il viaggio potesse essere pesante: questa pedalata è una coccola!

LibriAMOinBici 2017

Foto di rito e poi ripartiamo. Da Formigine ci hanno informato che il cielo non promette nulla di buono, si teme la pioggia e dunque occorre affrettarsi per mettersi al coperto e, se dev’essere, attendere poi che passi.

Pausa pranzo a Formigine

Quello tra Maranello e Formigine è il trasferimento più lungo, ma anche quello che permette di più al nostro bel gruppo in giallo e turchese di godere del piacere di pedalare. Fino ad ora abbiamo viaggiato quasi sempre su ciclabili. Siamo andati tranquilli e veloci, ma i centri abitati tra Sassuolo e Maranello si sono susseguiti uno dopo l’altro. Ora invece costeggiamo lo stabilimento Ferrari lungo via Grizzaga e ben presto la visuale si apre sui bei colori autunnali della campagna. Campi, vigneti, tenute agricole, vecchie case coloniche… dovrò assolutamente tornare da queste parti per qualcuna delle mie domeniche fotografiche!

Sono le 12 quando arriviamo al Parco della Resistenza di Formigine. Qui la pausa sarà un po’ più lunga, perché è la nostra tappa per il pranzo. “Mentre noi mangiamo, voi risponderete alle nostre domande!” ci minacciano scherzosamente. Io e Daniel conosciamo bene questo parco (e il suo bar), perché Formigine è spesso la nostra tappa intermedia nelle scorribande in bicicletta che ci portano da Sassuolo in giro per la provincia modenese, quindi verso Modena o verso le Terre di Castelli. Eh, sì, siamo due appassionati delle due ruote e le nostre mountain bike scendono spesso lungo il Secchia per poi seguire il Tiepido o anche il Panaro, sfruttando tra l’uno e l’altro il reticolato delle strade di campagna.

Ma senti come brontola questo cielo… dove sarà poi il temporale?

Certo, di solito non abbiamo sulla testa questo cielo che brontola minaccioso… ma dove sarà poi il temporale, che ancora non abbiamo visto una goccia? Beh, meglio non rischiare troppo: finora è andata bene, ma forse è il caso di ripartire… Facciamo un saluto veloce alla biblioteca di Formigine, che è intitolata a Daria Bertolani Marchetti di cui avevo già parlato a Sassuolo e via, di nuovo in sella!

Terza tappa narrativa: Magreta

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A Magreta, nel piazzale di fianco alla Chiesa, va in scena l’ultimo atto. La parola va subito ai lettori, da La casa in collina di Cesare Pavese.

Poi Daniel ci racconta di contadini solidali con quei giovani che ormai sono “clandestini a casa loro”: i partigiani democratico-cristiani della Brigata Italia Pianura che il 23 aprile libereranno Formigine e le sue frazioni.

Finisce così un conflitto che chiama in causa i corpi e le anime di soldati, partigiani e civili con una drammaticità mai vista prima, come ci racconta Cesare Pavese attraverso le letture da La luna e i falò di Luciana, Cristina e Laura, perché “si comincia così, si finisce con scannarsi e bruciare i paesi”.

Il traguardo: la biblioteca Leontine

Sono le 15 quando infiliamo il viottolo d’ingresso del parco Vistarino dove ci attendono villa Giacobazzi, la biblioteca Leontine e… uno spuntino? Sì, anche quello, ma l’attenzione è catturata prima dalle magnifiche creazioni a maglia e uncinetto che nei giorni del Festival Filosofia hanno dato vita a un paesaggio fantastico: è lo “Yarn Bombing”, frutto dei tanti incontri di Knit Cafè svoltisi durante l’estate sassolese! Devo dire la verità: la biblioteca Cionini è stata la mia prima biblioteca e il primo amore non si scorda mai, ma i bambini di oggi che vengono alla Leontine in questo bel parco sono davvero invidiabili… con questi alberi tutti colorati, poi…

Facciamo ancora due chiacchiere (c’è persino la “stampa”), la foto di rito e poi è il momento dei saluti perché Daniel ha un secondo evento oggi, a Crespellano, e c’è giusto il tempo di una doccia e di un cambio d’abito, non un secondo di più!

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Così sarà solo all’ora di cena che troveremo il tempo di scartare i doni che Librarsi ci ha messo tra le mani nel salutarci… indovinate un po’? Sono due libri! Il mio è I viaggiatori dell’alba, romanzo di un’autrice di origini iraniane, Bahiyyih Nakhjavani, ai più nota per i romanzi La Bisaccia e La donna che leggeva troppo. Che sia arrivata voce del mio interesse per la letteratura femminile? Per Daniel invece si tratta di un saggio di Enzo Bianchi, Ogni cosa alla sua stagione. Ne è molto felice, perché è una riflessione sulla vita da parte di un uomo che sa scrutare nel profondo.

E così una giornata densa di emozioni e tanto attesa è arrivata al traguardo. Per chiudere questo post, non restano che doverosi ringraziamenti a Librarsi, ai lettori, a Fiab Modena, alle biblioteche e alle amministrazioni comunali che hanno collaborato all’iniziativa, ma soprattutto all’infaticabile e bravissima ideatrice e organizzatrice di tutto ciò, Cristina Ravazzini: grazie!

P.S.: qui sotto puoi vedere altre fotografie di domenica scorsa, 24 settembre. In fondo alla pagina puoi anche lasciarci un tuo commento. E se sei interessato a restare aggiornato sugli eventi che io e Daniel organizziamo o quelli a cui siamo invitati a partecipare, com’è stato nel caso di LibriAMOinBici 2017, puoi iscriverti alla nostra newsletter!

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