A Maranello il Novecento e il Duemila ruotano intorno alla Fabbrica. Il mito della Ferrari pervade ogni angolo del presente e si proietta nel passato fino a conquistarlo. Il cavallino rampante riempie lo spazio dell’Oggi e il tempo delle fotografie con l’energia di una memoria vincente e orgogliosa. Anche le strade e le aiuole raccontano storie di auto e di piloti: un passante frettoloso potrebbe immaginare che l’intero paese sia nato dai motori della Rossa. Si dice, però, che a volte l’apparenza inganna. Sarà anche il caso di Maranello?

Ho cominciato a pormi con insistenza questa domanda dopo avere conosciuto Paola. Il suo documentario su Enzo Ferrari mi ha ricordato che leggere un mito in controluce è cosa buona e giusta non solo negli studi storici. Nei racconti raccolti dal basso si trovano le vicende di una Maranello che non è solo Fabbrica. Periferie fatte di campi, case coloniche e trattative a base di gnocco fritto: altro che epica delle corse! Senza la prosa rurale di questo inizio non ci sarebbero stati trionfi in pista!

Maranello oltre la Fabbrica

Maranello senza la Ferrari? Oggi sembra impensabile, ma basta andare indietro poco più di settant’anni per trovare destini meno chiari. Sono le bombe della Seconda guerra mondiale a convincere il futuro Drake che è meglio trasferire l’officina in campagna. Le proprietà di famiglia e gli acquisti fondiari portano il business a Maranello, poi l’occupazione tedesca lo costringe a produrre per la svastica. Enzo Ferrari è stato un collaborazionista dei tedeschi? Non solo, anzi… le mura dello stabilimento custodiscono storie di rischi e resistenze, ambiguità e speranze.

Quando Maranello festeggia la Liberazione, l’officina di Enzo Ferrari non è ancora la Fabbrica. Vietato, però, perdersi d’animo: bisogna riparare i danni dei bombardamenti e riavviare i motori dei sogni. Il paese non è lo stesso che, all’inizio degli anni Venti, ha fatto i conti con le violenze fasciste. La piazza racconta ancora i riti pubblici del regime con i volumi delle architetture. Chi la popola, però, non accetta più di pagare conti di guerra. La voglia di ripartire s’intreccia all’esperienza della lotta dal basso e si riempie di memorie resistenti. Per leggerle nel loro spazio c’è bisogno di curiosità e… di allacciarsi le scarpe per mettersi in cammino!

Il municipio di Maranello, esempio dell'architettura razionalista fascista, costruito sui terreni lasciati al Comune dall'ingegner Carlo Stradi e inaugurato nel 1938.

Il municipio di Maranello, esempio dell’architettura razionalista fascista, costruito sui terreni lasciati al Comune dall’ingegner Carlo Stradi e inaugurato nel 1938

Passi di Resistenza

L’idea prende forma: Paola e io immaginiamo una passeggiata fra le storie e le memorie di Maranello. Mentre esploriamo il campo, ci rendiamo conto che lungo quel cammino non siamo soli. Da qualche anno ormai la sezione dell’ANPI porta i ragazzi delle scuole medie a scoprire i monumenti della Resistenza tra il capoluogo e le sue frazioni. Perché non proporre anche a Maranello un trekking sulla scia della nostra collaborazione con l’Istituto storico di Modena? Si tratta di allargare all’intera comunità un piccolo viaggio fra le storie accadute nel centro del paese fra il 1943 e il 1945. Ogni volta che le ascoltiamo, ci sembra di sentire gli echi del nostro tempo. Sarà solo una deformazione professionale?

L'Auditorium Enzo Ferrari, nato come Casa del Fascio e poi divenuto Casa del Popolo di Maranello fino al 1954.

L’Auditorium Enzo Ferrari, nato come Casa del Fascio e poi divenuto Casa del Popolo di Maranello fino al 1954

Quando parliamo con Maria Grazia di ANPI Maranello, ci troviamo subito sulla stessa lunghezza d’onda. Altro che deformazione professionale: quel passato è molto più vicino di quanto pensiamo. C’è bisogno di riportarlo alla luce fra gli angoli del quotidiano, perché la grande storia attraversa anche le piccole cose. Un esempio? Per raccontare l’8 settembre 1943 non c’è luogo più efficace di Maranello e delle sue vecchie scuole, diventate infermeria del 36° Reggimento di Fanteria. Lì si consuma un dramma che diventa l’inizio di una storia partigiana, già pronta a diventare epopea. Per andare oltre il mito e coglierne l’umanità bisogna scavare nel passato e andare sul posto. Suggestione? No, semplice cambio di prospettiva. Per capire quei momenti occorre tornare all’attimo in cui niente è certo e tutto può ancora succedere.

Un percorso di Public History

Quando la ricerca storica diventa Public History, la narrazione chiama in causa lo spazio, il tempo e le persone. Camminare fra le storie e le memorie di Maranello significa esplorare gli angoli del centro con un approccio aperto. Non è una visita guidata calata dall’alto, ma un percorso di scoperta. Paola e io raccontiamo i frutti delle nostre ricerche, mentre i testimoni ci immergono nel vissuto dei loro ricordi.

Un cammino del genere è un piccolo viaggio negli stravolgimenti del Novecento italiano. Un secolo che cambia idee e proietta la propria schizofrenia nei luoghi. Che cosa significano oggi il viale delle Rimembranze e il Monumento ai Caduti? Chi potrebbe immaginare che proprio da lì, negli anni Trenta, partono le esaltazioni pubbliche della “nazione guerriera”?

Il Monumento ai Caduti di Maranello.

Daniel Degli Esposti davanti al Monumento ai Caduti di Maranello

Un passo dopo l’altro nascono nuove domande. Perché in piazza Amendola il monumento alla Resistenza ricorda Monte Sole, Benedello, Montefiorino e il Monte Belvedere? Che cosa lega questi angoli d’Appennino a Maranello?

Il Monumento alla Resistenza di Maranello

Il Monumento alla Resistenza di Maranello

Le risposte a questi interrogativi non sono fatte per stare in un post. Bisogna ascoltarle e trovarle fra i luoghi che hanno innescato i punti di domanda. In quegli spazi l’intreccio fra il tempo e lo spazio porta la comunità a capire il presente attraverso una prospettiva storica. Dunque…

Appuntamento al 9 settembre a Maranello!

Se queste domande vi hanno solleticato un po’ di curiosità, vi aspetto insieme a Paola e ad ANPI Maranello sabato 9 settembre alle 17 in piazza LibertàPassi di Resistenza. Passeggiata e racconti in 7 tappe fra storia e memoria nel centro di Maranello parte presso il gazebo dell’ANPI e, dopo circa due ore, torna in piazza per i racconti dei testimoni e un aperitivo resistente. Un bel modo per salutare l’estate ascoltando storie e racconti all’aria aperta, proprio come nella pedalata LibriAMO del 10 settembre!

Ecco il volantino: Passi di Resistenza. Passeggiata in 7 tappe fra storia e memoria

Ed ecco il video che vi offre un’anteprima e vi informa di un’importante novità…

 

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