Tre mesi fa sono tornato all’Istituto Paradisi di Vignola. Non è stata un’operazione-nostalgia, ma un progetto didattico. Le classi quinte dell’Istituto tecnico commerciale mi hanno accolto per il percorso Fra storia e memoria. Dalla Resistenza alla Costituzione.

Non è la prima volta che il professor Graziano Galassi e i suoi colleghi mi chiedono interventi sulla storia contemporanea. Su questo blog ho già parlato di due progetti: Memoria resistente, realizzato nel 70° anniversario della Liberazione, e Oltre il mare, portato a termine nel 2015/2016.

Nell’anno scolastico appena concluso, la risonanza di alcuni recenti risvegli neofascisti mi ha indotto a proporre una nuova analisi del periodo 1943-1945. Non volevo semplicemente analizzare la lotta partigiana, ma riflettere su com’è cambiata la percezione di quella fase dopo la Liberazione. L’età degli studenti interessati, da poco maggiorenni, mi sembrava perfetta per proporre un percorso dalla Resistenza alla Costituzione. Gli intrecci fra storia e memoria si sarebbero uniti alle considerazioni sull’ormai misconosciuta importanza civica dei diritti politici.

Dalla Resistenza alla Costituzione: tappe di memoria

Dopo un brain storming sul concetto di memoria, ho introdotto storicamente la Resistenza italiana. Affrontare lo studio delle vicende locali non è possibile senza ricollegarsi alla dimensione nazionale della lotta partigiana. Da lì ho tracciato il quadro delle forze politiche e sociali impegnate nella provincia di Modena, preparando il terreno per il passaggio alla memoria.

Procedendo dalla Resistenza alla Costituzione, ho collegato le azioni della lotta partigiana alle battaglie del dopoguerra. Il racconto si è mosso dai fatti alle percezioni, dal tempo della battaglia alle memorie che si sedimentano. Lungo il percorso ne abbiamo incontrate diverse e le abbiamo caratterizzate con aggettivi qualificativi:

  • memoria forte, legata ai successi dei combattenti partigiani e agli accenti epici delle celebrazioni;
  • memoria debole, legata ai silenzi della “zona grigia” lutti più dolorosi;
  • memoria divisa, nata nelle località che accusano la Resistenza per le violenze naziste e fasciste;
  • memoria negata, sepolta sotto le macerie dei bombardamenti aerei.
Dalla Resistenza alla Costituzione. Il monumento che ricorda la strage di villa Martuzzi.

Il monumento che ricorda la strage di villa Martuzzi.

Esplorando il territorio

Al termine delle lezioni siamo passati alla fase esplorativa. A pochi giorni dal 25 aprile abbiamo compiuto un viaggio attraverso i luoghi della memoria presenti nelle Terre di Castelli. Sulla scia del mio saggio storico Lacrime di pietra abbiamo cercato i monumenti che ricordano il passaggio dalla Resistenza alla Costituzione.

Pratomaggiore, Villa Martuzzi, Ospitaletto, Festà. Stragi naziste e fasciste, bombardamenti aerei, lotte che non si spengono. Le radici del dopoguerra affondano nella resilienza delle comunità al cospetto dell’orrore. Raccontando le storie sui luoghi, ho realizzato ancora più chiaramente quanto è stato complesso voltare pagina dopo la guerra totale. Slanci rivoluzionari, tensioni, vendette: un conflitto del genere non poteva spegnersi in un battibaleno. Eppure, nella povertà di un Paese in macerie, qualcuno ha trovato lo slancio di costruire un’economia e una democrazia. Sbagliando e lottando. Correggendosi e tornando a scivolare, ma proseguendo verso settant’anni privi di guerre.

Dalla Resistenza alla Costituzione. Ospitaletto. L'albero della memoria, al quale il 13 agosto 1944 è stato impiccato il partigiano Luciano Orlandi.

Ospitaletto. L’albero della memoria, al quale il 13 agosto 1944 è stato impiccato il partigiano Luciano Orlandi.

Insomma, è appena finito l’anno scolastico e ho già voglia di lanciarmi in una nuova avventura! Per fortuna che arriva l’estate: tempo di ricerche, di approfondimenti, di progetti. Spero proprio di proporne delle belle anche per il 2017/2018!

 

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