Perché parlare di antifascismo e Resistenza il 2 giugno? La festa della Repubblica non è forse l’occasione giusta per guardare avanti? Come mai non riusciamo a “liberarci” dai miti e dalle ombre del Novecento?

Quando l’Istituto storico di Modena e l’ANPI di Carpi mi hanno invitato all’iniziativa Antifascisti. L’opposizione al fascismo a Carpi e in provincia di Modena – Essere antifascisti oggi, queste domande hanno ripreso a rimbalzarmi in testa. Come progettare un evento interessante e stimolante per tutti? Come evitare di scivolare nella nostalgia o nella banalità? Quale format usare per chiarire le continuità e le differenze tra l’antifascismo e la Resistenza?

Daniel Degli Esposti ricostruisce antifascismo e Resistenza a Carpi.

Che fare?

Condividere queste domande con Stefano Barbieri, presidente dell’ANPI carpigiana, è stato il primo passo verso il 2 giugno. Ci siamo trovati ben presto sulla stessa lunghezza d’onda. Nessuno dei due voleva una lezione frontale. Perché calare dall’alto una storia di idee e persone in un ambiente così vivace? Antifascismo e Resistenza a Carpi sono ancora pane quotidiano per molti: perché non ascoltare le voci di chi li ricorda?

Cercavamo un elemento che completasse il nostro pomeriggio, proponendo ciò che le mie conoscenze non avrebbero mai potuto dare. Fra studi e ricerche ho analizzato vari aspetti del Novecento modenese, ma il mio approccio è sempre stato scientifico. Perché non cercare un aggancio diretto con la memoria, facendola dialogare con la storia?

Agostino Rota, Stefano Barbieri e Daniel Degli Esposti durante la conferenza su antifascismo e Resistenza a Carpi.

Agostino Rota, Stefano Barbieri e Daniel Degli Esposti durante la conferenza-conversazione su antifascismo e Resistenza a Carpi.

La risposta era già pronta nella comunità dell’ANPI. Agostino Rota, classe 1931, aveva voglia di raccontare i ricordi che lo hanno fatto diventare sindacalista, militante e uomo. Mi bastano pochi minuti di telefonata per capire che, nella sua vita, antifascismo e Resistenza sono un binomio amato e meditato. Proiettare quella conversazione nel contesto del 2 giugno è un’idea troppo affascinante. Anche secondo Stefano.

Detto, fatto. Tanti saluti alle slide e alle presentazioni multimediali. L’iniziativa nasce per aprire un momento di dialogo e condivisione fra tutti i partecipanti. Quindi, per prima cosa, giù le sedie dal palco! Poi, la storia deve tenersi distinta dalla memoria, ma non può rivendicare una superiorità. Bisogna che le riflessioni e le domande dei non addetti ai lavori siano accolte, ascoltate e riconosciute. Antifascismo e Resistenza significa anche recuperare l’abitudine al confronto.

Ricordi e memorie di Agostino Rota durante l'iniziativa su antifascismo e Resistenza a Carpi.

Ricordi e memorie di Agostino Rota.

Antifascismo e Resistenza: una conferenza-conversazione

La conversazione comincia in una Biblioteca multimediale Loria piuttosto affollata. La cosa davvero bella, però, è che tutti ascoltano con interesse la contestualizzazione storica su antifascismo e Resistenza. Gli sguardi sembrano capire che c’è bisogno di una cornice dove inserire ricordi, aneddoti e opinioni. Passare dallo scenario nazionale al contesto locale ci aiuta a capire meglio le dinamiche della storia. Ascoltare la memoria ci ricorda che gli eventi sono stati vissuti da donne e uomini in carne e ossa. Non è solo un libro, un film o una chiacchierata: nelle parole si ascolta il divenire di una comunità attraverso le voci delle sue persone.

Antifascismo e Resistenza, regime e clandestinità, conformismo e rifiuto, guerra e opposizione, omertà e denuncia. Non è un caso che l’emergere della memoria accenda le domande sull’Oggi. Intervengono in tanti: ciascuno riprende concetti e propone prospettive, pone domande e attende risposte che non sempre possono arrivare. Ogni volta che ne arriva una, mi sento felice. So di non poterli soddisfare mai del tutto. In fondo, la storia non è una profezia: non traccia soluzioni già valide per il futuro, ma insegna a interrogare il passato per capire il presente.

Un momento di narrazione sull'antifascismo e la Resistenza a Carpi.

Un momento di narrazione sull’antifascismo e la Resistenza a Carpi.

Domande aperte

Si parte sempre da lì. Perché parlare di antifascismo e Resistenza quando oggi non c’è lavoro? Perché non cerchiamo le radici delle ingiustizie che attanagliano il nostro tempo? E se dietro l’odio e il razzismo ci fosse la rabbia di una guerra fra poveri? Le riflessioni sono affascinanti e pericolose, perché propongono scintille esplosive. Per renderle costruttive bisogna cercare i loro punti di partenza nella profondità del passato. Recuperare l’incertezza e l’apertura del divenire storico, ad esempio, aiuta a problematizzare le cose. Vivere precariamente nel mondo di oggi non è certo semplice, ma era forse più facile la vita degli ultimi nell’Italia dell’autarchia? Scivolando verso la guerra, le famiglie dei braccianti non sentivano già i morsi della fame?

Altro? Certo! Smontare i miti e illuminare le ombre aiuta a capire meglio i limiti e le grandezze delle comunità umane. Com’era la vita nell’ormai lontano 1946? Bisognava ricostruire quasi tutto. Solo l’entusiasmo e la partecipazione non mancavano, però portavano con sé tensioni molto aspre. Quando c’è poco per vivere, la competizione si fa serrata… Recuperare la consapevolezza su questi aspetti del passato ci aiuta a cercare risposte valide per il nostro tempo.

E per alimentare il confronto, ecco i contributi del pubblico al dibattito su antifascismo e Resistenza!

E per alimentare il confronto, ecco i contributi del pubblico!

Come hanno fatto i carpigiani, i modenesi, gli italiani e gli europei a uscire dagli anni più tormentati del Novecento? Come possono riemergere dalle difficoltà del mondo globalizzato? Sono proprio queste le domande che volevamo innescare quando abbiamo pensato a un’iniziativa su antifascismo e Resistenza a Carpi. Le soluzioni? Saremmo stolti se pensassimo di poter risolvere tutto da soli, ma sappiamo che il primo passo sta nel rifiuto dell’indifferenza. Capire, approfondire e agire. Leggere il tempo nello spazio. Aprire confronti, stimolare discussioni. Accogliere, riconoscere. Ricette semplici, ma indispensabili per vivere meglio nel presente.

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