Il Primo maggio a Modena riempie le strade di storie da allacciare sui pedali. Che cosa serve per scoprirle? Innanzi tutto tanta voglia di inforcare la bicicletta per una bella gita di primavera. Salendo sui pedali, entreremo nelle gambe delle donne e degli uomini che con il lavoro hanno costruito la comunità e ricostruito la città dopo la Liberazione. Nei campi e nelle fabbriche del dopoguerra sono le catene delle biciclette a portare vita a quelle che muovono le macchine. Più di settant’anni dopo, pedalare non permette solo di vedere con occhi diversi luoghi vicini alle nostre case, ma è anche un modo per “sentirli” diversamente. Anche quando crediamo di conoscerli benissimo, dietro gli angoli meno osservati arrivano le sorprese!

Quando una ferrovia diventa una ciclabile, le stazioni dismesse raccontano ancora storie di viaggiatori e di commerci. Casse di frutta rossa e facchini sudati, cernitrici affaccendate e padroni dall’occhio vigile. Il Primo maggio a Modena racconta che intorno alla vecchia linea ferroviaria per Vignola ruota un mondo costruito sul lavoro. Mentre pedaleremo lungo quella striscia d’asfalto fra la città e i campi, scopriremo che la frutta rossa profuma di diritti negati e lotte per la libertà.

Primo maggio a Modena stazione di Vaciglio

La vecchia stazione di Vaciglio, lungo l’ex linea ferroviaria Modena-Vignola (oggi percorso pedonale e ciclabile).

Entrando nel borgo storico di Paganine, ci accorgeremo che siamo più di quelli che sembriamo: decine e decine di donne sono venute con noi da Modena. È l’8 marzo 1945, hanno la pancia vuota da mesi e sono decise a festeggiare la festa internazionale della donna come non fanno da 20 anni. Dall’assalto al salumificio Frigieri porteranno a casa qualcosa da mangiare, ma anche tanta consapevolezza in più per camminare nell’Italia democratica che le aspetta: diritto al lavoro, alla maternità, all’istruzione, alla partecipazione politica, a un salario uguale per un lavoro uguale a quello degli uomini.

Dopo il viaggio nelle campagne, i pedali ci guidano tra le fabbriche della città. Il senso del Primo maggio a Modena si rivela in un mattino d’inverno all’alba della repubblica. Nel freddo del 9 gennaio 1950 lo sciopero operaio contro la serrata delle Fonderie Riunite si trasforma in eccidio. Quando la Celere spara sui manifestanti, Modena non è più la stessa. I grandi industriali riprendono il timone del lavoro, ma navigano verso una fine già segnata. Nel gelo di quell’inverno che ne sarà degli operai e dei loro diritti? Come sopravviveranno alla disoccupazione e alla precarietà di ogni giorno? Queste domande, che sembrano scritte oggi, cercano risposte capaci di attraversare il tempo: perché non provare a trovarle in bici, proprio come i lavoratori di allora?

Primo maggio a Modena fonderie riunite

Corteo per commemorare i sei lavoratori uccisi dalla forza pubblica il 9 gennaio 1950.

Manifattura Tabacchi. La fabbrica delle donne e dell’emancipazione. Sembra che le nostre bici ci vadano da sole: è un gran bel posto per raccontare al femminile il Primo maggio a Modena.

Primo maggio a Modena manifattura tabacchi

La ciminiera della Manifattura Tabacchi di Modena.

Quando nell’aria si sente l’aperitivo, il manubrio ci riporta al Parco Ferrari. Di fronte a noi ecco il Millybar, ma oltre il viale dell’Autodromo pulsano ancora memorie del Primo maggio a Modena. Le ultime storie ci parlano del primo villaggio artigiano. Paradossi e voglia di fare, pragmatismo e collaborazione, sviluppo economico e questioni ambientali. Le risposte di ieri possono aiutarci a leggere la crisi di oggi?

Alle 16 ci troveremo al Millybar del Parco Ferrari per cercare le risposte pedalando insieme a tutti voi!

Biciclettata del Primo maggio Lottare per mestiere
Donne e uomini tra Resistenza, lavoro e ricostruzione.
Partenza dal Millybar alle ore 16, ritrovo ore 15.45 per l’iscrizione.
Racconto conclusivo e aperitivo finale al Millybar alle ore 19.30.
Narratori Daniel Degli Esposti e Paola Gemelli.

L’iniziativa rientra nel progetto #cittadine. I segni nelle comunità e sulle cittàpromosso da Centro documentazione donna e Istituto Storico, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. La biciclettata è organizzata in collaborazione con Millybar e Fiab e prevede una quota di 2€ per l’assicurazione dei partecipanti.
Per info e prenotazioni: daniel.degliesposti.88@gmail.com – 338.4204265

Informazioni utili

Quanto è lunga la biciclettata?
Circa 35km.
Mamma mia! Almeno ci sono delle tappe? 
Partenza al Parco Ferrari, Vaciglio, Paganine, Crocetta (ex-Fonderie Riunite), Manifattura Tabacchi e ritorno al Parco Ferrari. Le tappe servono per riposarsi e ascoltare i racconti storici.
Per fortuna… E il percorso com’è?
Quasi tutto su piste ciclabili, con pochi raccordi stradali.
Non ditemi che ci sono delle salite, però…
No, soltanto due cavalcavia ciclabili.
Con quali bici possiamo venire? 
Non ci sono tratti sterrati, quindi una buona bicicletta da città va benissimo.

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