“È il caso di raccontare la storia del lavoro quando ce n’è così poco?”

Questa domanda mi accompagna da quando il mio stage del Master in Public History è diventato un lavoro vero. Costruire la democrazia a Castelnuovo Rangone: ho ancora in testa il titolo del vecchio progetto, che l’anno passato mi ha dato tante soddisfazioni. È stata proprio una bella sfida: dalla guerra alla Resistenza, dalle vicende della prima giunta democratica all’emancipazione femminile… Tanta roba, sì, ma tutta chiusa nella mia zona di comfort! Che cosa racconterò adesso? Un indizio me lo dà il progetto di lavoro, che si chiama Il “distretto delle carni”. Che fare quando l’analisi entra negli anni Cinquanta? Ancora una volta è l’esperienza a suggerire la chiave: storia del lavoro.

Perché no? L’idea mi stuzzica: non c’è momento più opportuno per riflettere sulla storia del lavoro. Nella nostra epoca di cambiamenti, precariato e disoccupazione, le domande della storia sono ancora più urgenti. Quando la gente s’interroga sul presente e sul futuro, interrogare il passato insegna a leggere meglio il proprio tempo. Perché non studiare e non raccontare la storia del lavoro proprio adesso? Visto che anch’io mi sono inventato un mestiere, perché non dovrei andare alla ricerca dei tanti castelnovesi che si sono messi in proprio perché i diritti giravano alla rovescia?

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Veduta sul centro di Castelnuovo Rangone. Archivio Mezaluna.

Nella domanda, ecco le risposte. Ricostruirò la storia del lavoro a Castelnuovo Rangone negli anni Cinquanta e la racconterò in un’iniziativa dal titolo Diritti alla rovesciaNon sarò solo: Beatrice Tioli, che ha dedicato l’estate della tesi alle vertenze sulla lavorazione delle carni in paese, traccerà il filo rosso degli eventi locali. Grazie alle sue ricerche gli archivi parleranno di scioperi e serrate, diritti rivendicati e battaglie perdute.

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Veduta aerea del salumificio Villani. Cartolina Archivio Mezaluna.

Fatti che sarebbero stati impensabili una quindicina di anni prima, nelle campagne dell’era fascista, diventano il quotidiano per tanti lavoratori. A Castelnuovo Rangone come a Modena, in Emilia come nel resto del paese, la storia del lavoro scandisce i cambiamenti epocali. Raccontarli cambiando le dimensioni di scala – dalla città alle campagne e dai centri alle periferie d’Italia – sarà l’oggetto del mio lavoro.

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Pubblicità della ditta Villani Costante, stampata negli anni Trenta. Archivio Mezaluna.

Ma perché proprio a Castelnuovo? Perché negli anni Cinquanta? Perché la Liberazione non ha risolto tutti i problemi del paese? Se siete arrivati a leggere fino a qui e vi ponete tutte queste domande, mi fate proprio contento. Vuol dire che la storia vi ha acceso la curiosità… e allora vi aspetto giovedì 27 aprile alle 21 alla Sala delle Mura di Castelnuovo Rangone!

Giovedì 27 aprile ore 21
conferenza spettacolo
“Diritti alla rovescia. 1950-1960: il lavoro a Castelnuovo Rangone”

con Daniel Degli Esposti e Beatrice Tioli
Sala delle Mura, via della Conciliazione 1/a, Castelnuovo Rangone (MO)
a cura del Comune di Castelnuovo Rangone e dell’Istituto Storico di Modena
partecipazione gratuita

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