Che cos’è questo muro?

È un pezzo della storia di Fiorano. Muri come questo raccontano storie dolorose. Ricordarle non è facile né per chi le ascolta né per gli storici: bisogna cercare di capirle fino in fondo.
Per scoprirne i segreti, le trattiamo con i “guanti” del tempo e ci immergiamo nell’epoca in cui sono accadute.

Poi aguzziamo la vista, perché una storia è un mosaico di prospettive da conoscere…

e a volte appoggiarsi a uno sgabello di libri aiuta!

Dalla polvere degli archivi storici esce l’odore del tempo…

Cronaca dell’occupazione nazi-fascista della città di Modena, di Adamo Pedrazzi

e prendiamo appunti per farlo entrare nella ricostruzione storica.

Emergono i dettagli…

Fiorano, agosto 1944. La villa Guastalla, dell’ebrea Finzi Ada, è stata “requisita e adibita a casa pubblica per i soldati tedeschi”: ciò ha causato “viva impressione e malcontento nella popolazione religiosa del piccolo paese”, perché è vicina al Santuario.

e con il passare del tempo la situazione si aggrava ulteriormente. Racconta Adamo Pedrazzi:

“Sassuolo è triste, perché ormai la notizia si è diffusa. Tale tristezza non si confà coi canti, che vorrebbero essere giulivi, dei molti militari tedeschi che percorrendo inquadrati le vie cittadine vengono dai campi per recarsi alle caserme. Codesti canti, almeno nel momento d’oggi, potrebbero tacere: v’è un doloroso lutto ed è stato creato da voi (…)”

Quando usciamo dall’archivio, sentiamo il bisogno di camminare per vedere i luoghi di questa storia.

Panorama su villa Vigarani-Guastalla dalla terrazza del santuario.

Ci rendiamo conto che, per raccontare gli eventi del 15 febbraio 1945, non basteranno le nostre voci: per questo ci accompagneranno gli attori dell’Accademia della Stravaganza di Fiorano.

Foto di Kevin Lupo.

Basta così? No, ci vuole soprattutto il pubblico!

Vi aspettiamo domenica 19 febbraio a Fiorano, in piazza Ciro Menotti: il programma costruito dal Comune di Fiorano modenese comincia alle 9,15. Alle 10,20, al termine della Messa, si terranno la posa delle corone e il saluto delle autorità: subito dopo via al trekking storico lungo il percorso urbano piazza Ciro Menotti – Santuario – via Gramsci – piazza Ciro Menotti e alla successiva narrazione con letture presso la Sala piano terra di Palazzo Astoria.

Perché la storia si costruisce insieme.

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